Tutti titolari e tanto turnover. Ecco come il Siena ha fatto 13

Tutti sono utili, nessuno indispensabile. Spesso una frase fatta nel mondo del pallone. Invece il Siena di Giuseppe Sannino che vola in classifica, con una media che avvicina e di molto la squadra bianconera in zona Europa League è proprio figlia di questa filosofia. Non è un caso, infatti, che il tecnico all'esordio a 54 anni in serie A abbia cambiato moltissimo in queste prime nove gare. Solo in tre occasioni è scesa in campo la medesima formazione: nelle prime due giornate contro Catania e Juventus, undici poi ripetuto nella sfida interna di due domeniche fa contro il Cesena. E non è un caso che siano solo tre i giocatori sempre in campo dal primo minuto: il portiere Brkic che quindi fa poco testo, Vitiello e Calaiò. Peraltro solo i primi due non sono mai stati sostituiti.

gruppo solido— Insomma è un Siena che fa della forza del gruppo e dell'intercambiabilità fra i giocatori un punto di grande forza: Sannino ha variato più volte gli ingredienti, non guardando in faccia a nessuno: anche "Sua Maestà" D'Agostino è finito in panchina e il baby fenomeno Destro ha fatto solo tre gare da titolare. Ma, se si eccettua forse la partita persa a Palermo, la ciambella è sempre venuta con il buco. Un segnale chiaro dell'ottimo lavoro del tecnico e della bravura di Giorgio Perinetti nel riuscire a trovare sul mercato gli elementi adatti al 4-4-2 di Sannino e, soprattutto, alla filosofia dell'allenatore. Eppure lo stesso allenatore arrivato dal Varese non gradisce la parola turnover e rifugge pure quella di Europa, riecheggiata domenica allo stadio Franchi dopo il 4-1 al Chievo.

nessun titolare— "Nella mia rosa – ha ripetuto più volte il tecnico bianconero – non ci sono titolari e riserve, ma esiste solo un unico gruppo. Ho a disposizione i migliori giocatori mai allenati, ragazzi straordinari che hanno ben capito che bisogna stare sul pezzo, senza fare voli pindarici". Intanto però il Siena ha tredici punti in classifica, ha messo sotto senza troppi problemi tre dirette concorrenti per la salvezza come Lecce, Cesena e Chievo, ha rischiato di impattare con la Juve capolista e di vincere a Roma. (Alessandro Lorenzini)

Fonte: Gazzetta dello Sport