Un osso duro, il Seravezza. 10 punti nelle ultime quattro gare dopo il ko al debutto col San Donato. Mister Stefano Turi, avete già trovato una vostra identità o c’è ancora da lavorare?
Dell’identità stiamo alla ricerca quotidianamente. Veniamo da un periodo positivo come risultati e come prestazioni, quello sicuramente, ma è ovvio che ogni settimana c’è sempre da confermarci per non perdere la strada.
Che obiettivi vi siete dati? Il Seravezza viene da due vittorie playoff e tutti gli anni prova a stupire.
Avere troppe aspettative in partenza quando ancora non ci si conosce, non si sa quello che possiamo diventare insieme, può essere rischioso. È ovvio che dal mio punto di vista l’unico mio obiettivo è quello di continuare a vedere una squadra che lavora, che cresce nei concetti, che diventa sempre più squadra e che davvero prova ad affrontare ogni partita per competere. Poi si può perdere o vincere.
Lo scorso anno con il tuo Camaiore vincesti 3-0 al Franchi all’andata, mentre al ritorno complicaste la vita al Siena prima della goleada finale.
Il primo è un ricordo bellissimo perché comunque era una squadra che aveva obiettivi ben diversi dal Siena. Ero subentrato, la situazione era difficile, è stata una bellissima partita, un bellissimo ricordo in uno stadio che evocava partite di altre categorie. Il ritorno per 75 minuti abbiamo fatto una gran gara, poi è andata come è andata.
Un giudizio sul Siena di quest’anno?
Per gran parte sono giocatori che lavorano insieme dall’anno scorso, con un allenatore che da quando è arrivato ha inanellato una serie di risultati importantissimi. Quindi è una squadra forte, è una squadra che ora sarà anche arrabbiata perché viene da una sconfitta non so anche quanto meritata a Lucca. Bisognerà provare a tenere il livello alto in tutto quello che facciamo perché è una partita difficile contro una squadra molto forte, un club che ha ambizioni importanti.
Il Seravezza si è rinforzato: in settimana sono arrivati Gino Bernardini e il 2008 Andrea Lazzareschi.
Bernardini arriva al posto di Siniega, che probabilmente ha finito la stagione, sarà una grande mancanza. Bernardini è un giocatore di grande esperienza, è stato sempre scelto da squadre che comunque hanno disputato campionati di vertice, ha lottato per vincere la Serie D. Viene da un periodo di inattività non volontaria e quindi siamo contenti che sia con noi perché aggiungerà sicuramente valore a questo gruppo. Lazzareschi è un ragazzo giovane, è una quota, darà manforte.
Intravedi una squadra sopra le altre? Tutti dicono il Prato.
Il Prato sta dando un po’ di continuità dall’anno passato perché comunque l’allenatore è subentrato e ha finito un campionato in crescendo. È ripartito da una base importante, la piazza è bellissima e ambiziosa e sicuramente è una delle candidate. Abbiamo giocato solamente cinque partite, ma se dobbiamo indicare una che può vincere il campionato come fai a non dire Prato? Però è davvero di livello alto e molto equilibrato
(Giuseppe Ingrosso – si ringrazia la collaborazione dell’ufficio stampa del Seravezza Pozzi)
Fonte: Fol