Trentottesima giornata: il punto di Paolo Soave

Il paradiso può attendere, ma solo un’altra settimana, quella che renderà tutto ancor più bello. Frenano le migliori in zona promozione, si va avanti a piccoli passi verso la meta in questo campionato che comincia ad avere il fiato corto e le palpitazioni per verdetti ormai maturi, tremendamente voluti e strameritati. La trentottesima giornata distribuisce le sue ventiquattro reti fra tre vittorie interne, sempre debole il fattore campo, due successi esterni, quattro pareggi e una gara sospesa.

Fallisce il primo match ball il Siena a Novara. Bella partita fra due squadre tecniche e verticali. Il Novara non riesce più a proporre l’intensità dei suoi giorni migliori, si allunga e concede spazio ma in attacco è sempre insidioso, con Gonzalez-Bertani che scambiano bene, gli esterni che si sovrappongono e individuano nella corsia mancina del Siena il pertugio giusto. Vanno in vantaggio con l’attaccante argentino già promesso al Palermo che realizza un rigore in movimento concesso dalla difesa bianconera, mal posta e poco reattiva. E sono quattro i goal su groppone nelle ultime due partite! Quando però la Robur decide di spingere arriva davanti a Ujkani con irrisoria facilità grazie agli strappi di Reginaldo e, finalmente, di Troianiello, che coglie una traversa al termine di una delle più belle azioni dell’intero campionato. Peccato! Il pareggio è nell’aria e nella ripresa un gran Siena ammutolisce in pochi minuti i saccenti sabaudi con un principesco Calaiò (e fanno tredici), molto più che un arciere, Robin Hood! Poi ancora un black out, la Robur stacca la spina, quelli del Novara sbucano da tutte le parti davanti a Coppola. Paura di vincere? Stanchezza? Eccesso di sicurezza? Dopo lo scontato pareggio dei padroni di casa si capisce che per tutti quelli che sono in campo il punto è molto apprezzato e può bastare. I tifosi, geneticamente poco pazienti, se ne facciano una ragione e preparino al meglio la festa.

Va ancora più piano l’Atalanta, nuovamente sconfitta, nell’anticipo di Livorno. I nerazzurri erano passati in vantaggio ma Novellino, all’ultima chiamata play off, deve aver tirato a lucido i suoi e lavorato sul noto orgoglio amaranto. La zona promozione in fondo è a tre punti. E’ stanca la Dea, e si vede. Gli uomini di Colantuono, che finiscono in dieci, vorrebbero tirare il fiato. Dovranno attendere anche loro i sette fatidici giorni.

Nemmeno il pugnace Varese può ridere: combina poco con il Padova, osso duro per tutti di questi tempi e deciso a inseguire fino in fondo i play off. Nell’unico 0-0 di giornata poche emozioni, con i padroni di casa punto ispirati e i veneti abbottonati. Anche in questo caso il punto muove la classifica e rimanda i rimpianti, che a qualcuno alla fine toccheranno.

Non si era messa bene per la Reggina a Bergamo: prima che il diluvio costringesse l’arbitro Tommasi a interrompere la gara l’Albinoleffe era passato in vantaggio con Mingazzini. Si riprenderà dal 16° sul’1-0 per i ragazzi di Mondonico e sarà battaglia perché i punti in palio sono davvero pesanti per entrambe: calabresi lanciati in zona play off e bergamaschi che sognano il balzo verso metà classifica.

E’ già svanito l’effetto Lerda due: il Torino non sa più vincere da quando ha messo piede in zona play off ma dovrà guardarsi le spalle. Le prestazioni sono in evidente calo e ricordano quelle sconcertanti di inizio stagione. Contro il Piacenza granata inesistenti e puniti dal migliore degli ospiti, Guzman. Ci vuole l’espulsione di Cacia, davvero pessimo il suo finale di stagione, e un rigore generosamente accordato da Nasca, trasformato dal solito Bianchi (diciotto i centri), per evitare una dolorosa sconfitta interna (foto 1). Cairo non gradisce e manda in ritiro a Leinì i suoi, già in silenzio stampa. Più che la clausura servirebbe un esame di coscienza a partire dal discusso presidente fino agli esasperati tifosi. Sempre nei guai il Piacenza, autore di un campionato psicotico.

C’è il Pescara a insidiare l’accesso ai play off del Torino, e con gli abruzzesi, gente tignosa, è meglio non scherzare mai. Ne sa qualcosa il Portogruaro, tornato nei suoi panni dopo la troppa grazia di Siena. Gli ospiti sfruttano le amnesie dei padroni di casa, che regalano a Soddimo, che sfrutta un goffo rilanci di Rossi, e a Bonanni. Nel recupero accorcia inutilmente Altinier. La retrocessione diretta resta la prospettiva più probabile per i veneti. 

E’ il Crotone la squadra più in forma del momento: ancora un successo, per di più beffardo, sul campo del Vicenza. I biancorossi sognavano il rilancio e si erano portati in vantaggio grazie al sedicesimo centro di Abbruscato, ma nella ripresa Vinetot e Djuric ribaltano il risultato e possono ora sognare, che tanto non costa niente. Precipitano i veneti, solo fino a qualche settimana in zona play off. Furibondo Maran che lamenta la mancata assegnazione di un rigore e viene espulso.

Si spegne forse definitivamente anche l’Empoli, incompiuta per eccellenza del torneo. A Sassuolo becca subito da Quadrini al primo giro d’orologio, poi si conferma sterile in attacco e dai nervi fragili: ancora due espulsioni, Soriano e Fabbrini. Continua a veleggiare appena sopra la zona play out Gregucci, che si era immaginato ben altro campionato. La B è anche questa.

Sempre Piovaccari. La ventesima rete del capocannoniere (foto 2) tiene a galla il Cittadella in casa contro il Modena, passato in vantaggio con Stanco. Veneti destinati a soffrire fino in fondo per evitare i play out; canarini ormai privi di slancio.

Torna al successo scaccia incubo il Grosseto, che piega senza storie in casa la Triestina, sempre fortemente indiziata di retrocessione. Risolvono Sforzini e Caridi, autore di un gran goal, per qualcuno “alla Messi”. Ad ognuno le proprie suggestioni. Alla Triestina ormai ne restano poche.

Sono dell’Ascoli i punti più pesanti della giornata (foto 3): la vittoria contro il Frosinone vale il momentaneo approdo alla zona play out. Nel valutare il campionato dei marchigiani non si ignori la penalizzazione di ben sei punti. Apre le marcature in avvio il contestato Lupoli, ma il Frosinone reagisce con Masucci. I ciociari ci provano ma crollano dopo  l’espulsione di Ben Djemia. Arrotondano Feczesin su rigore e in chiusura Antonio. Ormai prossimo a capitolare il Frosinone, staccato di otto punti dai play out.    

 

Che giornata la trentanovesima! Duelli stile Western come Pescara-Livorno (anticipo di venerdì), Reggina-Varese (posticipo di domenica), Atalanta-Portogruaro, Crotone-Novara, Padova-Ascoli, Piacenza-Sassuolo, derby salvezza e, su tutti, Siena-Torino. All’andata i bianconeri soffrirono non poco i granata, i cui tifosi non trovarono di meglio che offendere Conte per tutta la partita. Fu provvidenziale una magia di Brienza. Davanti ai propri tifosi, nel vecchio Rastrello, non è il caso di indugiare oltre, cara Robur. Il paradiso è proprio lì, a un punticino.  (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo Online  – Foto AP Lapresse