Trentatreesima giornata: il punto di Paolo Soave

Assalto al campionato: è la Robur l’indiscussa protagonista del turno, con il break sempre più ampio sul Novara e il guanto di sfida ormai lanciato all’Atalanta per il primato. Per tutti gli altri la differenza fra l’accesso ai play off e le insidie dei play out è solo una sfumatura. Emozioni in serie nella trentatreesima giornata, con trentadue reti, alcune davvero pregevoli, per cinque vittorie interne, due successi, pesanti, in trasferta (Torino e Portogruaro) e quattro pareggi. 

Avvertimento per tutti i tifosi della Robur: si consiglia vivamente di giungere in perfetto orario allo stadio per non perdersi i primi secondi di gioco, che possono essere decisivi. Al malcapitato e molle Sassuolo, costretto a schierare i ragazzi e lontano parente di quello dell’andata, i bianconeri riservano lo stesso trattamento del Crotone: palla al centro e 1 a 0, con ipoteca sul risultato finale. L’Arciere si sblocca subito e si capisce che sarà un godimento; la Robur sciorina calcio che è un piacere, come nelle primissime giornate di campionato. Anche la Vipera, a lungo attesa e invocata, torna a mordere. Sarà la primavera, sarà, soprattutto, il primo assist non spalle alla porta ricevuto dopo mesi, ma anche il suo è un goal da autore. Squadra convinta e anche per questo più concreta, buona la condizione nella testa, ancora impeccabile quella nelle gambe. Nel giorno perfetto ci accompagna dall’alto, benevolo e sornione, il nostro  Paolo, con la nostalgia che si fa più lieve, perché il sogno che ci ha lasciato è più vivo che mai. Con buona pace dei detrattori di professione, Conte ha rivitalizzato questa squadra dopo la batosta col Piacenza, che non ha lasciato scorie, e i numeri parlano sempre più chiaro: il miglior attacco, la terza difesa e la migliore differenza reti sono appannaggio bianconero. I cori per il tecnico, dalla curva alla gradinata, sgorgano spontanei. Se l’Atalanta è una corazzata questo è ormai il tempo in cui sui mari dominano le portaerei e Conte, combattente di razza, darà battaglia per il primato. 

L’Atalanta frena sul non facile campo del Padova. E dire che anche i nerazzurri avevano sbloccato il risultato già nelle prime battute. Da applausi l’azione del vantaggio finalizzata da un mortifero tocco di Ferreira Pinto. Dal Canto però ha dato la scossa ai suoi, che si vedono spesso dalle parti di Consigli e colgono il meritato pareggio nella ripresa con El Shaarawy (foto 1), che sorprende su tiraccio di Crespo la solitamente attenta retroguardia orobica. Finale intenso con De Paula che potrebbe finalizzare meglio alcune buone verticalizzazioni dei suoi. Bella partita e risultato equo. La Dea, sempre solida anche quando non brilla, giunge al suo sedicesimo risultato utile consecutivo. Chapeau.

Caro Tesser, questa si chiama crisi. Il Novara, privo di Bertani, cade nuovamente in trasferta (foto 2), questa volta a Bergamo, nonostante il vantaggio iniziale con Gonzalez. L’Albinoleffe non può permettersi simili regali e reagisce mettendo alle corde i piemontesi, che cedono sotto i colpi di testa dell’ottimo Bergamelli. Chiude il conto Cocco ma il passivo nel finale potrebbe essere perfino più pesante. Smarrita la condizione dei giorni migliori, il Novara perde per infortuno anche Pinardi. Che sia cambiato anche il vento? Di certo la B è lunga per una neopromossa…

Il Varese ormai è a un passo dal Novara. La tosta formazione di Sannino non appare più tanto brillante ma in casa ha passo regolare e supera in una delicata sfida play off il Vicenza. Gara tirata (foto 3), bella, decisa dall’ex di turno, il difensore Pesoli, che prima segna di testa poi salva il risultato nel finale convulso. I veneti, che avrebbero meritato il pari, lamentano un probabile rigore ma sprecano troppo con Abbruscato. Sempre determinante nel Varese Ebagua con le sue progressioni. Giocatore da tener d’occhio in prospettiva.

Nel posticipo del Granillo la Reggina deve accontentarsi di respingere l’assalto dell’ex Novellino, accolto dai fischi. Al vantaggio del Livorno siglato da Dionisi, imbeccato da Barusso, replica nella ripresa il solito Bonazzoli. La squadra di Atzori mantiene le tre lunghezze di vantaggio sui labronici.

Il risultato di maggior effetto lo mette a segno il Torino: la quaterna di Ascoli è sin troppo squillante e mortifica l’onesta e generosa formazione marchigiana. I granata si riscoprono killer: Bianchi di testa non lascia scampo in apertura e in chiusura del primo tempo. Nella ripresa la goffa deviazione nella propria porta da parte di Faisca affossa i bianconeri, le cui residue speranze di riaprire i conti svaniscono quando Giorgi si fa respingere un penalty da Rubinho. Non è tutto oro quel che luccica di granata: Rivalta entra con la mannaia sulla caviglia di Cristiano, che finisce il pomeriggio all’ospedale, ma se la cava con un’ammonizione. Mister Castori non gradisce e finisce anch’egli anzitempo fuori dal campo. Il ritorno di Lerda ha coinciso con quella scossa precedentemente attesa da Papadopulo. Pace fatta persino fra il tecnico e Bianchi, che insegue lo scettro di capocannoniere. I play off sono nuovamente a portata di mano dei granata.

Resta involuto il campionato dell’Empoli, che cade là dove era recentemente passata la Robur. A Crotone gli azzurri risultano apatici e si scuotono solo dopo averne incassati due, il primo di testa dal difensore Vinetot, il secondo, gran goal, da parte di Djuric. Il guizzo di Stovini è un fuoco di paglia e i calabresi mettono al sicuro l’importante successo ancora con Djuric. Serve solo per i rimpianti la rete di Mchedlidze. Partita modesta, con molti errori, che il Crotone si aggiudica con merito grazie a una maggior convinzione.

Anche il Grosseto perde l’occasione per spiccare il volo, in casa, contro il Cittadella. Dopo un paio di buone opportunità per Ciro Immobile è il solito Sforzini a sbloccare il risultato per i maremmani. I veneti restano addirittura in dieci, ma si sa, i ragazzi di Foscarini vendono sempre cara la pelle. La beffa giunge non ad opera di Piovaccari, nuovamente a secco, ma di Gasparetto.

E’ ufficiale: il neopromosso Pescara ha mollato, e oltre a essere un peccato è anche troppo presto. A Modena gli uomini di Eusebio Di Francesco sono anonimi come mai prima. Basta la rete di Greco a decretare l’aggancio in classifica dei canarini ai … delfini.

Nel limbo delle incompiute finisce anche il Piacenza, alla seconda sconfitta consecutiva, questa volta in casa. Il Portogruaro compie l’impresa con pieno merito, anche se il vantaggio di Cristante appare casuale. Nella ripresa legittima Altinier, altro bomber di categoria. In chiusura punto della bandiera per Guzman. Troppe le assenze, non solo quella di Cacia, per Madonna. In fondo va bene così: ancora qualche punto e i biancorossi, che ad inizio stagione avevano preso una brutta piega, saranno in salvo.

A Trieste va in scena lo spareggio… per il penultimo posto. I ciociari vanno in vantaggio grazie a Masucci che ridicolizza l’inquietante coppia Malagò-Cottafava. Quando Sansone (settimo centro stagionale) infila fra le gambe il malcapitato estremo difensore alabardato il destino delle due compagini sembra segnato in senso opposto: speranza per gli ospiti, de profundis per i padroni di casa. La Triestina spreca perfino un rigore con capitan Testini, ma con un finale tutto cuore accorcia con Filkor e agguanta il pari con Taddei. Cui prodest?

Vietati i pronostici nella trentaquattresima, che vivrà di scontri testa-coda: l’Atalanta ospiterà la debolissima Triestina, il Novara proverà a rialzarsi sul suo sintetico a spese dell’Ascoli, il Varese sarà di scena a Cittadella e la Reggina a Portogruaro. Spareggio play off a Torino fra granata e Grosseto. Scende in Ciociaria la Robur per il posticipo di lunedì sera: il Frosinone di Campilongo si aggrappa soprattutto al fattore campo per tenere in vita le speranze di salvezza. Ci aspetta Sansone ma noi non siamo filistei: i numeri dei nostri prossimi avversari sono impietosi, con trenta punti di differenza e la peggior difesa del campionato assieme a quella del Piacenza. Potrebbe bastare un altro inizio di partita col botto. Nel dubbio, ricordiamo che i Fedelissimi partiranno puntuali alle 15,30, mentre per tutti gli altri si consiglia di sintonizzarsi alle 20,45 in punto. La Robur non aspetta. (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo Online