Trentaseiesima giornata: il punto di Paolo Soave

Il sorpasso. Va in scena alla trentaseiesima giornata il remake calcistico del capolavoro di Risi del 1962, con Antonio Conte alla guida di una lanciatissima Lancia Aurelia bianconera, pilota certo più affidabile del grande Gassman. Con due squadre ormai in dirittura d’arrivo e già di un’altra categoria il campionato di serie B promette un finale scintillante anche per play off e salvezza. Ventisette le reti complessive di un turno pazzo, con una sola vittoria interna, ben cinque successi esterni, cinque i pareggi. Si continua a segnare tanto di testa su corner, autentica particolarità tecnica di questa categoria, poca gloria per i portieri, goffi su più campi. 

La Dea precipita fragorosamente dall’Olimpo. L’Atalanta si ripresenta in campo con l’attacco rimaneggiato, ma è in difesa che si fa sorprendere. Per l’Empoli Moro imbecca bene Mchedlidze e Soriano che mettono a segno l’inaudito uno-due (foto 1). Nella ripresa gli uomini di Colantuono reagiscono con il rigore (il nono di stagione) realizzato dal solito Doni, ma nonostante gli ospiti rimangano in nove per le espulsioni di Nardini e Soriano non riescono a completare la rimonta. Capita a tutti di sbagliare una partita, mentre l’Empoli può dare un senso al finale della propria stagione.

E’ Cristiano Del Grosso da Giulianova l’eroe di giornata. Dopo gli stenti e i fischi della passata stagione il terzino sinistro del Siena si è guadagnato la stima di tutti con un campionato sontuoso ma l’impegno da serio soldatino è sempre stato lo stesso. Dopo tre stagioni, tante diagonali non chiuse e innumerevoli cross dalla trequarti si regala una parabola al curaro che in quel di Grosseto vale il primato. La vita può riservare belle rivincite a chi si suda sempre la pagnotta senza inutili chiacchiere. Tutti in piedi per Del Grosso. I tifosi biancorossi avevano predisposto il funerale con tanto di bara bianconera, roba da quarta serie degli anni Settanta, ma il Siena in Maremma è stato “dantesco”: non si è curato di loro, ha guardato e indubbiamente è passato, diretto in serie A. Complimenti per lo stile anche al presidente grossetano, lanciatosi in campo per inveire contro l’arbitro Pinzani al termine di una partita che se non fosse stato per la consueta inspiegabile balbuzie che colpisce il sabato pomeriggio Calaiò e Larrondo di fronte al portiere avversario avrebbe richiesto il proverbiale pallottoliere. A Grosseto lo avevano atteso trenta anni questo derby, potevano prepararsi meglio. Ne avranno di tempo per sognare la rivincita. Ma parliamo di cose serie, i numeri della nuova regina del campionato: oltre al primato, miglior attacco, miglior difesa assieme a quella atalantina, miglior differenza reti, quattro lunghezze di vantaggio rispetto ai bergamaschi in media inglese, quinto successo consecutivo, inviolabilità della porta di Coppola protratta a 367 minuti. Aggiungiamo la capacità di vincere in tutti i modi, maturità, solidità da squadra vera, crescita costante, efficace turn over in tutti i ruoli, condizione atletica prodigiosa. Potremmo continuare, ma basta e avanza. Onore a tutti, a partire da chi in estate ha raccolto i cocci e ha ricostruito il giocattolo, ovvero Mezzaroma e Perinetti.

Il Novara ha ormai perso lo slancio dei giorni migliori ed è divenuta una squadra normale.  Affronta, rimaneggiato, l’indecifrabile Piacenza, capace di tutto nel bene e nel male. Rubino di testa (sesto goal) apre le danze dopo poco ma Bianchi su corner svetta su tutta la difesa piemontese. Nella ripresa ci pensa Motta a rimettere a posto il risultato (ottavo centro personale) ma Ujkani si fa uccellare da pivello su punizione dal piedino sempre caldo di Guzman (foto 2). Per difendere il terzo posto urgono vittorie, mentre il Piacenza cerca i punti della tranquillità.

A Sassuolo va in scena lo show di Dos Santos, difensore del Varese che porta in vantaggio i suoi al 75° e dopo che Ebagua ha fallito il colpo del ko al 93° incorna convinto nella sua porta anticipando di testa Zappino. Roba da difensori brasiliani. Sannino sacramenta in panchina per il mancato sorpasso sul Novara. Bella la sfida d’alta quota fra neopromosse. Anche per il Sassuolo avanti a piccoli passi fino al termine.

Frena la sua rincorsa il Torino nello scontro diretto del posticipo in casa con la Reggina. Gli ospiti passano con l’estroso Danti (foto 3) nel primo tempo e appaiono più convincenti. Serata no per gli uomini di Lerda che acciuffano il pareggio in chiusura con il solito Bianchi. Passo indietro contro un’avversaria di spessore, non è un caso. Le due squadre confermano le loro posizioni in zona play off, il massimo cui possono ambire.

Non serve a nessuno il pareggio fra Vicenza e Modena. Al Menti sblocca nella ripresa Gilioli per gli ospiti su papera di Russo, palo di Paro e al 92° rimedia Abbruscato (quindicesima rete). Entrambe le formazioni possono continuare a sperare nei play off.

Il Pescara cade ad Ascoli, dove decide una rete di Romeo. Battaglia agonistica con un espulso per parte (Giorgi e Ganci) e un rigore parato da Pinna. Punti pesanti per i marchigiani, che tengono a distanza le ultime tre, mentre gli abruzzesi, se motivati, possono ancora provare a rincorrere l’alta classifica.

Pareggio inutile anche al Matusa fra Frosinone e Padova: i ciociari vanno in vantaggio con Masucci ma nella ripresa subiscono il ritorno degli ospiti che creano occasioni a ripetizione e centrano il meritatissimo pareggio al 91° con Rabito. Dal Canto resta imbattuto e tiene i suoi nel limbo, mentre a Campilongo non può bastare Sansone per raggiungere la salvezza.

Dice anche male al Livorno: da comiche il vantaggio del Crotone, con Djuric che sfrutta il passaggio di De Lucia, scivolato su rinvio. Cala il sipario sul raddoppio di Eramo, che sfrutta le praterie lasciate dalla sgarrupata difesa labronica. Dopo l’espulsione di Barusso capitan Tavano mette a segno il suo decimo goal, inutile. “Spinelli vattene” recita un triste e scontato striscione. Chissà che pensa Novellino, a cui tocca l’ingrato compito di dare senso e dignità al finale di stagione dei suoi. Tornare subito in A non è mai scontato, meditate gente.

E’ dei Mondonico boys l’impresa di giornata. L’Albinoleffe asfalta in trasferta il Cittadella. Dopo tanta noia e non gioco i bergamaschi risolvono nei minuti finali del primo tempo: Grossi, Torri e Regonesi giocano con la difesa di casa. Per Foscarini è un incubo. Non va meglio nella ripresa, con Torri che segna il suo decimo goal. L’Albinoleffe scavalca il Cittadella e si porta fuori dalla zona play out. Bel colpo.

Segnali di vita anche dalla Triestina: a Portogruaro sblocca Marchi lanciato in contropiede, pareggia nella ripresa l’albanese Memushaj ma Godeas mette a segno la rete numero 105 di una lunga ed onorata carriera da bomber. Complimenti. Gli alabardati trascinano sul fondo del burrone anche il Portogruaro.

La trentasettesima potrebbe arridere nuovamente al Siena, impegnato al Rastrello nel testa-coda con il Portogruaro, mentre l’Atalanta dovrà cercare il riscatto a Crotone, il Novara difenderà il terzo posto a Reggio Calabria dal nuovo assalto del Varese, impegnato in casa con l’Ascoli. Da segnalare un altro derby toscano, Empoli-Livorno, quello veneto, Padova-Vicenza, mentre Piacenza-Cittadella e Triestina-Sassuolo valgono per la salvezza. Anche se ognuno troverà nell’uovo una sorpresa diversa, l’augurio è per tutti quello di Buona Pasqua. (paolo soave)

Fonte: Fedelissimo Online