Trentaquattresima giornata: il punto di Paolo Soave

Atalanta e Siena, Siena e Atalanta. Sarà così fino alla fine, la sfida per il primato fra le due superpotenze del torneo, divise da una sola lunghezza, è ormai lanciata. Ne vedremo delle belle nelle restanti otto giornate. I bianconeri rispondono nel posticipo ai nerazzurri confermando che i valori più autentici emergono alla distanza, soprattutto in un campionato che è una gara di resistenza.

Si infiamma anche la lotta per l’ingresso nei play off: alla spalle di Novara e Varese, che mantengono un certo margine di vantaggio, sono ben otto le contendenti, racchiuse nella spazio di cinque punti, a lottarsi gli altri due piazzamenti utili per l’appendice di campionato che determinerà la terza promossa in serie A.

Nel complesso, 24 reti nella trentaquattresima, con sei successi interni, due esterni (Siena e Modena) e tre pareggi senza alcun 0-0. Battaglia su tutti i campi, risultati spesso decisi nella ripresa, colpi di scena che rischiano di far ingoiare il fischietto ai direttori di gara. Bella e dannata, questa serie B, ma ora torniamocene in A, sono autorizzati a pensare a Bergamo e  Siena.

La capolista imperversa sull’ultima della classe. Dopo appena cinque minuti, replicando l’azione che sbloccò il risultato a Padova, Ferreira Pinto buca la fragile retroguardia alabardata (foto 1). Nella ripresa i nerazzurri dilagano con Doni, su rigore, Tiribocchi, vero trascinatore dei nerazzurri, giunto al decimo goal personale, e Bonaventura. Tutto in scioltezza contro una Triestina spuntata e sfiduciata, ai primi evidenti segnali di disarmo.

Nel posticipo il Siena stoppa l’allungo della Dea con la vittoria della maturità. Forse fino a qualche settimana fa questo successo la Robur non l’avrebbe strappato. Il Matusa è campo rovente con il Frosinone che schiuma rabbia agonistica. Sansone par mosso da furore…biblico, ma nessuno si scompone. Il Siena si rimbocca le maniche, all’inizia trova difficoltà a giocare a calcio ma alla distanza emerge e con personalità prende la gara in pugno. Decide al momento opportuno una giocata di classe di un sempre distinto signore, mai sopra le righe, gentleman sempre concreto e esemplare che se fosse nato in Inghilterra sarebbe già baronetto, capitano coraggioso Vergassola, che sta vivendo un finale di stagione notevole, come tutta la squadra. Il Siena cresce e ancor di più crescerà, sempre più simile al suo allenatore, con un calendario da uomini duri fatto apposta per esaltare la corsa verso l’ambito traguardo.

Dopo un’astinenza di ben sette turni il Novara riprende la sua brillante corsa regolando di misura in casa l’Ascoli. Sprazzi del bel calcio che fu per i piemontesi, che sbloccano con Bertani (foto 2), imbeccato da Gonzalez dopo una bella verticalizzazione di Motta. Dopo aver sprecato le occasioni per il raddoppio gli uomini di Tesser rischiano nel finale. Il definitivo recupero del trio Motta-Gonzalez-Bertani può dare al Novara lo slancio finale per centrare i play off da terza.

Resta invece al palo il Varese, abbonato ai pareggi in trasferta. Sul campo del Cittadella succede tutto nella ripresa: dopo il vantaggio siglato da Carrozza i lombardi finiscono addirittura in nove per le espulsioni di  Osuji e Pesoli. I veneti spingono e ribaltano il risultato grazie alla punizione di Dalla Bona e al rigore trasformato da Piovaccari, tornato alla rete (la sedicesima). Partita chiusa? Niente affatto: il solito Ebagua regala in chiusura l’insperato pareggio a un Varese mai domo. Grande il rammarico per Foscarini che già si sentiva in tasca tre punti salvezza.

Nonostante una buona prova la Reggina non va oltre il pari a Portogruaro: accade tutto nei secondi 45 minuti di gioco. Gran goal di Bonazzoli, il quindicesimo, bilanciato dal colpo di testa di un altro bomber puntuale, il francese Altinier (undici centri). Il punto servo poco a entrambe ma mantiene vive le rispettive ambizioni.

Torna al successo il Vicenza: quattro reti tutte nella ripresa! Sblocca Abbruscato per i padroni di casa ma Zammuto regala il pareggio al Piacenza. Gli ospiti crollano nel finale sotto i colpi di Tulli e del giovane nazionale under 21 Misuraca. La vittoria consente ai veneti di respingere l’assalto del Torino, mentre il Piacenza, finito il momento magico, scivola pericolosamente verso le posizioni occupate ad inizio stagione.

Non c’è dubbio: questa volta Lerda ha dato la scossa al Torino, e non solo perché i granata conquistano nell’anticipo in casa contro il Grosseto il secondo successo consecutivo. La prestazione c‘è tutta: grinta, corsa, gioco discreto. I maremmani non stanno a guardare con Sforzini e Immobile, ma la partita la decide nella ripresa Antenucci. Si profila il consueto finale in crescendo per il Toro? Più che la zona play off, ormai a portata di mano, non potrà fare. Il Grosseto, a quota 44, chiude il treno che sogna la serie A. La zona promozione resta a soli quattro punti ma i torelli sembrano poco convinti, anche perchè già da adesso sembrano pensare più che altro alla sfida col Siena.

Non smette di deludere il Livorno, con Novellino che non sa più che fare. Anche in casa con il Modena va in scena il consueto copione: forcing monocorde e sterile degli amaranto, poco più che volenterosi. I canarini se ne stanno al coperto sornioni, in attesa dell’occasione buona che giunge proprio in chiusura, quando su contropiede Pasquato tira fuori dal cilindro uno dei suoi colpi ad effetto, un pallonetto delizioso e beffardo su De Lucia in uscita. Tre punti pesanti per gli ospiti, che agganciano in classifica proprio il Livorno e sono quanto meno autorizzati a sognare. Fischi per i labronici, che d’altra parte più di tanto non possono, non avendo particolare estro e qualità.

Si rivede il Pescara, che vuol dare un senso al finale di stagione dopo un cammino brillante. Decide Bucchi al primo centro nelle file degli abruzzesi. Consueta sterilità offensiva per il Crotone, che resta fra coloro che son sospesi (fra la B e la Prima Divisione, che per i nostalgici sarebbe la vecchia C1).

Che delusione l’Empoli! Lo dicono anche i suoi tifosi che non le mandano a dire ai oro beniamini al termine della scialba prestazione contro il Padova. Gli azzurri (foto 3) sbloccano subito con Laurito ma subiscono il ritorno ospite ad opera di De Paula. Nella ripresa Valdifiori lancia involontariamente con una punizione avventata El Shaarawj che si invola verso la porta e insacca. Meno male che poi lo stesso Valdifiori trova il modo per rimediare ed evitare la sconfitta, ma non i fischi, che non risparmiano neppure la stellina Fabbrini, per un campionato sempre più anonimo. Che stia perdendo la scommessa giovani anche Aglietti come Campilongo nello scorso campionato?

Ride il Sassuolo, che al termine di una gara scialba piega nel finale, l’Albinoleffe, grazie a una punizione di De Falco. Lombardi superati in classifica. Entrambe le squadre mantengono un piccolo margine di sicurezza sulla zona play out ma sono vietate e distrazioni.

Modena-Atalanta, Empoli-Novara, Varese-Grosseto, Albinoleffe-Torino,Reggina-Cittadella, Triestina-Livorno e Siena-Vicenza caratterizzeranno la trentacinquesima giornata. Tutte sfide con punti decisivi in palio. La Robur attende i biancorossi con i quali all’andata fu battaglia vera sotto la pioggia. I ragazzi di Maran sono vivaci e validi tecnicamente, han difesa malferma ma centrocampo dinamico (Paro) e attacco smaliziato (Abbruscato, Tulli, Misuraca). La Robur ha più peso ed esperienza, non può far sconti,  anche perché già al Menti scherzò un po’ troppo. Sentono odore di primato i bianconeri. (paolo soave – Ph. AP Lapresse)

Fonte: Fedelissimo Online