Trentaduesima giornata: il punto di Paolo Soave

Due squadre su tutte. Le più attese. Le più forti. Alla distanza Atalanta e Siena, con i loro superorganici, cominciano ad allungare sulle inseguitrici, per lasciar loro la poco gradita incombenza dei play off. La trentaduesima giornata offre ventuno reti, suddivise in cinque successi interni, tre esterni e tre pareggi.

Il Siena si riscatta a Crotone, dove ottiene il suo quarto successo esterno. Segnare dopo appena venti secondi costituisce indubbiamente un gran bel vantaggio, soprattutto se l’avversario, a causa della sua manifesta inferiorità, si propone al pari di precedenti avversari di non dar campo alla Robur. E’ un fatto che i bianconeri potrebbero chiudere la contesa in cinque minuti e dar lustro a suon di reti all’argenteria di casa, ultimamente un po’ opaca. Belli, tonici e convinti i bianconeri vanno in scioltezza che è un piacere, ma come al solito sono poco concreti e perfino narcisisti davanti a Belec, portiere emergente che trascorre un “tranquillo sabato pomeriggio di paura”. Le movenze di Calaiò, quando ha la palla incollata al sinistro, sono stilisticamente impeccabili, ma per far rete spesso servono tiri anche sporchi; Larrondo stranamente si impappina e anche gli altri si perdono in un bicchier d’acqua. Meno male che Brienza festeggia il compleanno da par suo: fuga con palla al piede e prodezza balistica da giocatore non comune. Che riprovi spesso ad accentrarsi. E’ lecito aspettare da qui alla fine qualche altro gioiello, anche da Reginaldo o da chi ha particolare estro. Comunque tutto è relativo: il Novara, che ha il miglior attacco, ha segnato appena un goal più di noi, e se continua così, sappiamo già come andrà a finire… In sostanza il Siena c’è, perché porta a casa i tre punti che servono, come fanno le squadre competitive. Gli altri, leggi Novara, stanno peggio di noi.

La capolista fa la Dea con il Piacenza: risultato non banale, benché predisposto dall’assegnazione di due rigori due, realizzati da Doni, che il suo, alla faccia dell’anagrafe e della scarsa simpatia, continua a farlo (nove reti!). All’andata gli uomini di Madonna avevano battuto i nerazzurri recuperando due reti di svantaggio, impresa poi ripetuta a nostre spese. Si sono comunque presentati a Bergamo in gran forma anche se con molte defezioni, a partire da quella di Cacia. Ruopolo in contropiede chiude la pratica in appena dodici minuti. E’ una prova di forza, quella della capolista, che sgonfia il fenomeno Piacenza.

Se non è crisi poco ci manca: a Vicenza il Novara le busca oltre il risultato finale (foto 1). I vivaci biancorossi di Maran  dominano in lungo e largo, mentre i piemontesi non vanno oltre un problematico contenimento. Non arrivare mai a tirare in porta per la terza forza de campionato è una notizia. Non positiva. E pensare che il risultato si sblocca solo all’88° grazie alla punizione di Bastrini. Rete contestata dal Novara per presunta ostruzione di Cellini su Ujkani. Il Vicenza, che deve anche recuperare la gara con l’Ascoli, è in piena corsa play off.

Sa di beffa per il Livorno Foto 2) il pari finale nel derby tirrenico con il Grosseto. Gli amaranto, al solito poco brillanti ma volitivi, sbloccano all’inizio della ripresa con Belingheri, che si coordina bene dal limite dell’area. Sembra fatta anche perché i maremmani, non pervenuti nella metà campo dei labronici, si ritrovano in dieci. Mai sottovalutare Sforzini, ancora una volta decisivo, questa volta su rigore. E’ un pareggio che lascia in sospeso ogni giudizio su due squadre destinate a inseguire i play off fino alla fine.

Si salva a fatica il Varese in quel di Trieste. Sul campo dell’ultima in classifica De Luca rimedia in chiusura al vantaggio dei padroni di casa siglato da Miramontes. Consuete fragilità fra gli alabardati, di cui non sanno approfittare i lombardi per provare ad avvicinare il Novara. Per la squadra di Sannino il punto alla fine è guadagnato.

Si rilancia l’Empoli a spese della Reggina nel posticipo, grazie alla prima realizzazione stagionale di Forestieri. Risultato che infiamma e rende ancor più incerta la lotta per l’ingresso nei play off. Se ci credono, gli azzurri di Aglietti possono ora dare un senso alla loro alterna stagione con un finale col botto.

Che dire ormai del Toro? La quarta sconfitta consecutiva dei granata giunge a Frosinone e porta la firma di Biasi, che conclude un mischione battendo Rubinho. Nulla di nuovo: Torino senza gioco e con le solite occasioni fallite in attacco. La società di Cairo non smette mai di stupire e richiama Lerda. Spiace per Papadopulo, che non merita certo trattamenti del genere. Due giornate di numero, con altri punti persi, sono bastate a portare alla disperazione un ambiente ormai privo di certezze, con Bianchi e compagni evidentemente nelle condizioni di farsi valere su una dirigenza che non sa più a chi raccomandarsi. Lerda farà quello che potrà per salvare la stagione, ma sono ormai chiare le ragioni dei ricorrenti fallimenti dei granata in questi ultimi anni. 

Si sta sgonfiando anche il Pescara: subisce in casa l’effetto, in questo caso positivo, del cambio in panca del Padova. Il passaggio da Calori a Dal Canto serve nell’immediato a frenare la discesa dei veneti verso la zona pericolo. Se anche Ardemagni si risveglia mettendo a segno una doppietta vuol proprio dire che la svolta, anche dal punto di vista psicologico, è arrivata. Vedremo.

Il derby fra Sassuolo e Modena non fa male a nessuno, e del resto in serie B ogni decisione è rimandata alla fine. I canarini vanno rapidamente in vantaggio con Perna, ma vengono raggiunti con merito dai padroni di casa che trovano il pareggio a ripresa inoltrata, dopo un lungo forcing, con Magnanelli. Le due compagini restano divise da due punti i classifica, entrambe coinvolte nella bolgia dei play out.

Il colpo di giornata (foto3) lo mette a segno il gagliardo Ascoli, che espugna Cittadella, dove anche noi abbiamo penato. Sblocca Giorgi, che potrebbe essere l’uomo in più dei marchigiani nel bollente finale di campionato. Si fermano i veneti, guarda caso quando resta a secco bomber Piovaccari.

Appena un punto sopra l’Ascoli troviamo il Portogruaro, che fa sua l’intera posta in palio nello scontro interno con l’Albinoleffe. Partita tirata con quattro espulsi, incluso Agostinelli. Raptus di Bombardini, che mette le mani addosso all’arbitro e si becca una squalifica che lo terrà fuori quasi fino al termine del campionato. Complimenti. Dopo il rigore di Cunico e il pareggio di Grossi decide, nella ripresa, Altinier. I veneti ci sperano, mentre i ragazzi di Mondonico devono riprendere a far risultato o saranno dolori.

Reggina-Livorno e Varese-Vicenza si preannunciano come le sfide più attese della trentatreesima giornata. La capolista sarà di scena a Padova e non si prospettano passeggiate. Occhio anche ad Albinoleffe-Novara, con i padroni di casa bisognosi di punti. La Robur attende il Sassuolo per la doverosa rivincita della partita più pazza dell’anno, già vinta poi incredibilmente persa dai nostri, fiera di rimpianti e fantasmi che hanno continuato ad aleggiare fino ad oggi. Le grandi non sbagliano mai due volte la stessa partita. Coraggio Robur, lancia lo sprint. (paolo soave)     

Fonte: Fedelissimo Online – foto: AP Lapresse