Trentacinquesima giornata: il punto di Paolo Soave

Sorpasso mancato. La paratona di Consigli su Diagouraga strozza in gola ai tifosi del Siena l’urlo di gioia per il possibile primato. Bellissima la sfida a distanza fra le due regine del campionato, due grandi squadre che con la promozione ormai in cassaforte saranno protagoniste, da qui alla fine, di un’orgogliosissima sfida per il vertice.

Il primo caldo suggerisce ritmi bassi ma la battaglia impazza ovunque. Irrompe come previsto il Torino in zona play off, dalla quale esce momentaneamente il Vicenza. Il Varese accorcia di nuovo sul Novara. Almeno sei squadre potrebbero inserirsi nella lotta per i play off, mentre più chiara appare la situazione nella bassa classifica, con le ultime tre in netta flessione. Ventiquattro goal nella trentacinquesima, con quattro successi interni, quattro esterni (alla faccia del fattore campo) e tre pareggi, tutti per 0 a 0.

Nel posticipo l’Atalanta soffre a Modena ma si conferma capolista (foto 1). Senza gli attaccanti titolari c’è spazio per Ruopolo e Bjelanovic, rincalzi di gran lusso, entrambi in rete, il primo con sontuoso colpo di tacco. I canarini acciuffano con merito il momentaneo pari grazie a Signori ma la partita resta viva fino al palpitante finale: l’attaccante croato lascia il segno a due minuti dalla fine mentre in pieno recupero il portiere nerazzurro e il palo condannano i padroni di casa. Così va il calcio. Dea al diciottesimo risultato utile consecutivo e Modena che continua a galleggiare a metà classifica.

E quattro. Il Siena continua a vincere e a non incassare reti, l’ultima fu in quel di Crotone. E’ una Robur marpiona quella che si adatta al bollore del Rastrello contro il Vicenza. Ritmi sudamericani con tanta qualità, l’impressione di poter passare in qualsiasi momento e modo, una gestione completa dell’evento agonistico. Eppure l’avversario merita rispetto: volenterosi i ragazzi di Maran, ma più di tanto non possono. Abbruscato non è certo l’ultimo arrivato, ma non la becca mai contro Terzi e Rossettini. Coppola, ancora una volta, fa da spettatore: alzi la mano chi ricorda la sua ultima parata seria. La forza dell’organico e l’armonia del gruppo forgiato da Conte emergono sempre più: non c’è Reginaldo, fa i più in forma di questo periodo, ma ci pensa Sestu, uno che sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra della categoria, a risolvere con tempismo e qualità. Vittoria in surplace, mentre i tifosi, pur rantolando per il caldo, intonano “Seria A, Serie A” e il doveroso plauso al Mister. Come sono lontani i tempi dei mille dubbi e di qualche gufo. Bastava aspettare.

Nell’anticipo di venerdì l’Empoli si presenta senza Coralli alla ricerca dell’ultimo possibile rilancio. Il Novara dosa le forze e opta per il contropiede (o se preferite le sacchiane “ripartenze”). I padroni di casa fanno la partita e sono piuttosto vivaci con la coppia di gauchos Forestieri-Laurito. Manca però la cattiveria e la concretezza, come in tutto il campionato degli empolesi. Bertani e Gonzalez imbeccati da Pinardi si involano nelle praterie azzurre e potrebbero far male, ma non è aria. Lo si capisce in chiusura, quando Bertani si vede ribattere involontariamente a porta vuota una conclusione facile facile da Vinci. Dovrà soffrire ancora il Novara, mentre l’Empoli esce a capo chino dal campo e forse anche dal campionato. Pure al Castellani, come da tutte le altre parti del mondo, vorrebbero vincere di tanto in tanto, mentre alla società interessa soprattutto lanciare i ragazzi. I play off non sono un obiettivo.

Dicono le statistiche che Il Varese non perde in casa dal settembre 2008 (foto 2). Non male. All’Ossola il fattore campo ha un senso, lo sa anche il Siena. I biancorossi di Sannino aggrediscono anche il malcapitato di turno, il Grosseto, altra squadra in cerca di identità per finire dignitosamente il campionato. Pisano porta subito in vantaggio i padroni di casa, incontrastato su corner. I torelli però non si abbattono, trascinati come al solito dal loro uomo migliore. Sforzini pareggia su rigore e alla fine i maremmani imprecheranno anche per due legni, ma il Varese è un rullo compressore, soprattutto se gli avversari, e al Grosseto capita spesso, non finiscono in 11 e nemmeno in 10, per le espulsioni di Freddi e Rincon. Tripoli riporta in vantaggio i suoi poi suggella Ebagua, al nono centro. Bella battaglia fra due squadre che le prendono e le danno, risultato giusto. Il Varese continua a rispettare la media inglese e a puntare il Novara, il Grosseto pensa solo a sabato e non da ora.

Il Torino carica. A Bergamo coglie il terzo successo di fila. E’ divenuta concreta, quasi cinica, la squadra di Lerda. Con l’Albinoleffe la partita è tirata e equilibrata. Apre le marcature per gli ospiti Pagano, al quale replica l’esperto Sala in incursione offensiva su corner. Decide ancora Antenucci nel finale, quando ai Mondonico boys sembra andar ormai bene il pareggio. Errore di valutazione grave, soprattutto se si concede il contropiede in casa a una squadra in cerca di punti. Quelli che ora mancano all’Albinoleffe.

Si perde sul più bello la Reggina di Atzori. Cade in casa contro il Cittadella grazie alla rete di Piovaccari, che aggancia il capocannoniere Cacia. I calabresi si lamentano per l’arbitraggio  di Candussio, Bonazzoli e Rizzo rimediano il cartellino rosso…fra lo spogliatoio e la doccia. Roba da altri tempi e da altro calcio. Per la Reggina, scavalcata dal Torino e aggrappata all’ultimo posto utile per i play off, urge tornare a far risultato, mentre il Cittadella esce dalla zona play out. 

Col caldo rifiorisce il Pescara di Di Francesco. Bella, meritata e perentoria affermazione al Garilli, contro un Piacenza che pur ritrovando Cacia appare un po’ a corto di motivazioni. Accade tutto nella ripresa: espulso Gervasoni per intervento da ultimo uomo, rete di Gessa e nel finale raddoppio di Maniero. Abruzzesi a un punto dalla zona play off, piacentini da quella play out, dopo il quarto ko di fila. E’ il bello, o il brutto, della serie B.

Sta diventando triste il campionato del Livorno. Al Nereo Rocco, sotto lo sguardo degli spettatori di carta, va in scena una finta partita di calcio (foto 3), fra squadre poco convinte. La Triestina ci prova ma non va oltre un palo in quella che avrebbe dovuto essere la partita della (sua) vita. Sta a guardare, non si sa cosa, il Livorno. Alla fine i due tecnici non hanno niente da dire. Non erano finti, né tifosi, quelli che hanno incendiato in settimana l’auto di Cottafava. Brutta storia.

Si rivede il Padova. Successo perentorio sul Portogruaro, che pure ere passato in vantaggio con Tarana su corner. Nella ripresa gli uomini di Dal Canto salgono in cattedra. Pareggia Italiano su penalty, raddoppia Trevisan ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo e chiude il conto De Paula, imbeccato da Italiano. Sempre tutto da scrivere il campionato di entrambe le formazioni.

Si rilancia il Crotone grazie a un super Cutolo, autore di un tripletta, contro il Frosinone, al quale potrebbe aver dato il colpo del ko proprio il Siena nel turno precedente. Dominano i calabresi con il loro trascinatore di giornata, che segna anche su punizione. Undici i centri stagionali di Cutolo, giocatore interessante, molto valido tecnicamente. C’è gloria anche per Djuric. Per il Frosinone, stranamente arrendevole, sotto di tre reti già all’intervallo, difende la bandiera Minelli.

Ascoli e Sassuolo non si fanno male. Classifica alla mano ci guadagnano solo i neroverdi, mentre i marchigiani sono sempre in zona play out. L’attaccante bianconero Romeo ammette con l’arbitro di non essere stato ostacolato in occasione di un rigore inizialmente concesso dall’arbitro  Ciampi. Si becca naturalmente il cartellino giallo ma anche i complimenti di tutti. Episodio certo più raro delle molte simulazioni alle quali assistiamo su tutti i campi ma non poi così infrequente. Buon segno.

Qualche scontro diretto lo riserva la trentaseiesima giornata: in programma Torino-Reggina, con i calabresi che non possono più sbagliare, e Vicenza-Modena per i play off, Cittadella-Albinoleffe e Portogruaro-Triestina per la salvezza. L’Atalanta ospita l’Empoli: sarà lecito attendersi una prova d’orgoglio dei toscani? Il Novara attende il Piacenza, nuovamente in caduta libera, mentre il Varese va a Sassuolo. Verrebbe da far finta di niente, ma a Grosseto fremono troppo. Al punto che ormai da settimane l’unico obiettivo dei torelli è quello di preparare la sfida col Siena, alla faccia della classifica. Questione di mentalità. Il vulcanico Camilli, quasi un totem per i tifosi biancorossi, ha suonato la carica. Non era meglio farlo prima e perdere qualche partita in meno? Per chi pensa che il tutto vada circoscritto al solo football, come appare più sano, si ricorda che all’andata non ci fu storia, che le due squadre sono divise da 25 punti ma che alla fine la palla è tonda. La Robur andrà allo Zecchini con piè fermo, sicura del fatto suo, ad affrontar con virtù petrarchesca il furore grossetano. Tutti in Maremma, allora, una volta tanto anche per il calcio, e poi al mare, in santa pace, come avviene da quando siamo ragazzi. (paolo soave)

Fonte: Fedelissimo Online