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Al club con la Robur

Tra amarcord, aneddoti e invenzioni: Fabio Cannoni ricorda la famosa partita a Cannara

Immaginatevi il Siena per cinque anni di fila in D, che inizia con l’idea di vincere il campionato e puntualmente disattende l’obiettivo finale, tra contestazioni, delusioni cocenti e umiliazioni in campi periferici. È il contesto in cui si registra il primo precedente con il Cannara, che allora, era il gennaio del 1975, si chiamava Grifo Cannara (ma la matricola è la stessa dell’attuale club umbro).

“Era il quinto anno che il Siena era in D, da cinque anni provava a salire e noi tifosi, Fedelissimi in testa, eravamo i primi a contestare la società per questi obiettivi che non venivano mai raggiunti – spiega Fabio Cannoni, fondatore dei Fedelissimi, storico tifoso bianconero e ospite dell’ultima puntata di “Al Club con la Robur”. “Un anno ci aveva fregato la Sangiovannese, l’anno dopo il Montevarchi, poi il Grosseto e ancora la Sangiovannese. Quell’anno fu forse il peggiore del quinquennio, il Siena stava navigando addirittura in zona retrocessione nonostante una squadra importante costruita dal pluricontestato Gilardetti. La formazione cambiò l’anno successivo di soli tre giocatori e dominò il campionato”.

“I risultati comunque comportavano una scarsa partecipazione alle partite – prosegue Cannoni – mi ricordo che partii da Siena con la mia 128 rossa, andai a prendere Fabio Ciani a Ravacciano e poi arrivammo a Cannara dove trovai Fabio Corsini. Allo stadio assistemmo ad un’altra figura meschina del Siena, che fu battuto da una squadra penultima in classifica, che poi sarebbe retrocessa. Segnò un giocatore, Mencarelli, forse più adatto per una partita di un dopolavoro. Un giocatore di un peso forse più consistente del mio che purtroppo si trovò nel mezzo dell’area di rigore lasciato colpevolmente solo. Fu sostituito subito l’allenatore, arrivò Monguzzi che migliorò la classifica. Il Siena chiuse al secondo posto, dietro la Pistoiese”.

In tanti, tantissimi, sostengono di essere stati a questa famosa partita, Grifo Cannara-Siena. “Ma io ho trovato nel tempo un modo per capire chi fosse stato realmente presente – sottolinea Cannoni – ricordo una cerimonia organizzata dalla squadra di casa, che inaugurava per l’occasione la tribuna dello stadio molto probabilmente sovvenzionata anche dal quotidiano Il Messaggero. I pochi spettatori presenti avevano tutti in mano una bandierina raffigurante Il Messaggero. E allora mi divertivo a domandare a chi affermava di essere stato a Canara se si ricordava di questo episodio. In quanti eravamo? Non saprei dare un numero preciso, ma molto pochi. So che la tribuna era piccola, è quella c’è sempre ora”.

C’è un altro aneddoto che Fabio Cannoni racconta in merito a quella partita. “30 anni dopo, quindi si parla dei momenti d’oro del Siena, un gruppo di noi Fedelissimi organizzò una gita per tornare in luoghi bistrattati della Serie D. Si partì per Foligno, dove ci fu l’episodio di Forte squalificato a vita, e si arrivò a Cannara. Trovando lo stadio aperto, il custode, gentilissimo, ci fece entrare in campo e prima di andar via andrò a prendere negli uffici il gagliardetto del Siena di quella famosa partita, che consideravano uno degli eventi più importanti della storia del Cannara”.

Il Siena il Cannara lo ha ritrovato nella stagione 2020/21 e lo ritroverà anche quest’anno, cominciando da domenica al Franchi. “Siamo abituati a tutto, agli alti e ai bassi. Siamo sempre qui e siamo sempre allo stadio – conclude Cannoni – il Siena sta facendo vedere belle cose, il secondo tempo col Follonica Gavorrano ha visto un netto dominio dei bianconeri. Sta dimostrando di avere tutte le possibilità per lottare per il vertice”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol