Toro, i playoff passano da Siena

Binario 17, ore 15.25: Porta Nuova. Sembrava una gita scolastica, era il Torino. É partito in perfetto orario il treno dei desideri di Lerda, un superveloce che in poco più di tre ore ha portato la squadra granata a Firenze, prima tappa di avvicinamento a Siena (che è stata poi raggiunta in pullman), l’ennesimo ritiro anticipato (anche) in trasferta di un Toro in castigo dopo l’1-1 con il Piacenza e ancora scosso dalla giornata di tensione di Superga.

Frecciarossa, carrozza 2, prima classe interamente riservata, è la prima volta quest’anno che il Toro si muove così. L’alternativa era il pullman fin da Torino, scartato comunque l’aereo: sarebbe costato 12mila euro in più del treno. Per calciatori, staff e dirigenti, un comodo viaggio low cost che ha permesso a tutti di ricaricare le batterie e ritrovare la concentrazione. Ci sono anche Gabionetta e De Feudis, che non si sono allenati durante la settimana e che fino all’ultimo erano anche in dubbio convocazione. Il brasiliano ha un piccolo risentimento al polpaccio in via di guarigione e conta di esserci; il mediano ha subito in allenamento una dolorosa distorsione alla caviglia: per lui è più dura. C’è anche Bianchi. É il più cercato dalla gente: per il capitano, uno dei più disorientati dai fatti di Superga, è energia pura. Una gita scolastica lo circonda a caccia di autografi e scatti ricordo, il bomber si concede volentieri. Esaurite le richieste dei piccoli tifosi, cominciano quelle del personale della stazione: tutti garbati, ognuno con una richiesta particolare. «É per mio figlio», «A Siena fanne due», «Mi regali la maglietta?».

Passa Lerda, quasi non si riconosce: il Toro lo sta segnando. Invece non si vede Lazarevic. Il «bimbo», come lo chiamano i compagni, ha ancora male alla caviglia che si è girato a Bergamo contro l’AlbinoLeffe il 9 aprile scorso e la settimana prossima sarà sottoposto a nuovi esami. Con lo sloveno, rimangono a casa anche Rivalta, Gasbarroni, Zanetti e Zavagno, tutti infortunati. Domani c’è la sfida contro il Siena: non ancora l’ultimo treno per la serie A, ma certo una corsa da non perdere. Nel bunker di Leinì, dove la squadra è andata già sabato scorso, Lerda ha messo in guardia i suoi, campioni finora solo delle occasioni mancate: «Al Franchi si deve vincere». Se fino ad una settimana fa il pareggio sarebbe stato firmato ad occhi chiusi, adesso il Toro dopo l’ennesima figuraccia all’Olimpico – diventato il tabù granata del 2011: 2 vittorie in 8 partite – è costretto a cercare i tre punti nella trappola di Siena, dove nei quattro precedenti ha vinto solo una volta, nel 2001. Invece, ai bianconeri di Conte – e degli ex Calaiò e Vergassola – è sufficiente un pareggio per festeggiare con tre giornate di anticipo il ritorno in serie A.

Il Torino deve guardarsi alle spalle: se non vince il rischio di perdere il sesto posto e quindi i playoff è concreto. Già questa sera, se il Pescara battesse il Livorno i granata sarebbero momentaneamente fuori dalla lotta per la serie A. Ma anche in caso di successo della squadra di Novellino le notizie non sarebbero confortanti, visto che gli amaranto raggiungerebbero i granata a 53 punti. Lerda non ha alternative: deve salire sul treno giusto.

Fonte: La Stampa