Torino, tre ragioni per una nuova crisi

Problemi tattici, ostacoli tecnici, d’accordo, ma anche paurosi cali di tensioni. Questo e tanto altro è il Toro di oggi, quello che -più per demeriti altrui che per meriti propri -rimane aggrappato ai playoff nonostante un andamento da montagne russe. E così la svolta promozione è ancora a portata di mano, anche se il popolo granata mastica amaro. Proprio come Urbano Cairo, furioso sabato sera dopo il pessimo pareggio interno contro il Piacenza. Il presidente non ci ha pensato su e ha ordinato: «Tutti in ritiro punitivo» . I cali E chissà se c’è stato anche qualcuno, nel gruppo di Lerda, che si è sentito vittima di una decisione sacrosanta. Perché la squadra, contro il Piacenza, è scesa in campo distratta e apatica; in troppi non c’erano con la testa, e si sono meritati i fischi. Ma l’attenzione, la concentrazione, la volontà, non sono l’unica spiegazione all’andamento di un Toro che non riesce mai a «fare due soldi con una lira» , come dice il vecchio adagio popolare. I buchi Il Toro prende sempre almeno un gol. E’ l’inquietante realtà della banda del buco granata, ossia un reparto che fa acqua, in collaborazione di un centrocampo che non riesce a proteggere la difesa come dovrebbe. Insomma, equilibri precari confermati dai numeri: soltanto sette volte in 38 partite il Toro non ha incassato gol. Visti i numeri dalla cintola in giù, è proprio sulla qualità dell’attacco cui si aggrappano le speranze del popolo granata. A patto, d’ora in poi, di migliorare l’andamento casalingo: finora, nel 2011, i granata hanno messo in cassaforte la miseria di 8 punti su 24 a disposizione. La media è di un punto a partita: come dire che l’Olimpico fa acqua da tutte le parti. La coppia Bianchi ed Antenucci sono un lusso per la categoria. Ma in coppia faticano a ritrovarsi e, banalmente, quando segna uno, non segna l’altro. Lo dicono i numeri, con Antenucci che si era sbloccato bucando in tre settimane Ascoli, Grosseto e AlbinoLeffe, prima di un nuovo stop che rischia di comprometterne anche il morale. E così l’ancora di salvataggio granata è tornato ad essere Bianchi: cinque gol nelle ultime sei partite, il capitano che adesso è a quota 99 gol totali in carriera è l’unico che rimette in carreggiata la barca che affonda (vedi Modena e Piacenza). Ancor più uomo della provvidenza se si valutano i numeri complessivi: i 18 gol stagionali (un anno fa erano 23) sono valsi finora 25 punti su 53 totali della squadra. (Fabrizio Turco)

Fonte: La Gazzetta dello Sport