Times, Guardian, L’Equipe: Belloli, è figuraccia mondiale. Alle 15 la sfiducia

La frase sulle "4 lesbiche" attribuita al presidente dei dilettanti ha fatto parlare tutta la stampa estera: dall'Europa all'Indonesia. Lui non si dimette, ma oggi sarà sfiduciato

Una figuraccia senza confini. Ne hanno parlato tutti: l'Equipe a Parigi, la Bild a Berlino, Marca a Madrid, Guardian, Times e Bbc a Londra, quotidiani sportivi statunitensi e russi. Addirittura la stampa indonesiana. In questi giorni il calcio italiano è rappresentato nel mondo dalle parole attribuite su un verbale ufficiale della Lega nazionale dilettanti al presidente dei dilettanti Felice Belloli. Quel "Basta! Non si può parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche" è diventato il nostro manifesto nel mondo. Il danno d'immagine al calcio italiano (già pericolante di suo) è incalcolabile. E anche su questo faranno leva i presidenti dei comitati regionali che, alle 15 a Roma, presenteranno il conto a Felice Belloli nel consiglio di lega: sarà sfiduciato.

RESA DEI CONTI — Resta incatenato alla poltrona, nonostante l’invito ad autosospendersi lanciatogli da diversi presidenti dei comitati regionali, la richiesta di dimissioni formalizzata dalle Associazioni italiana calciatori e allenatori, le pressioni della politica (da Renzi a Malagò in giù) e i testimoni saliti a 5 (su 8 presenti) che quell’orribile insulto sulle “quattro lesbiche” l’abbia effettivamente detta nella riunione incriminata del 5 marzo. Felice Belloli entrerà ancora da presidente nel consiglio della Lega nazionale dilettanti convocato alle 15, a Roma, tutta un’altra storia invece come ne uscirà: solo un colpo di scena potrà salvarlo, perché è certo che sarà l’ultimo consiglio che aprirà da capo dei dilettanti. “Io non mi dimetto”, anche ieri sera Belloli non ha fatto una grinza interpellato telefonicamente dalla Gazzetta, anche se ha già dato ordine alla sua segreteria di preparare gli scatoloni. Ha deciso di schiantarsi. Nel pomeriggio incasserà una mozione di sfiducia che potrebbe essere approvata addirittura all’unanimità dalle 23 componenti della Lnd. A quel punto, volontà o non volontà, non avrà più scelta: sarà obbligato a dimettersi e se ancora non lo farà sarà commissariato.

ANCORA RENZI — La protesta è trasversale e universale. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) in Giunta abbiamo parlato del caso Belloli – così il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Ci aspettiamo domani (oggi ndr) delle prese di posizione laddove queste dichiarazioni fossero confermate. Bisogna correre ai ripari: lo deve fare la lega, farlo presto e bene”. Poche voci dall’universo del calcio maschile, una è quella di Renzo Ulivieri: “Il discorso di Belloli è l’ultimo esempio di gestione non efficiente del movimento – ha detto -. Ora c’è una sola strada: quella delle dimissioni. Il calcio femminile non può stare in mano ai Dilettanti, deve seguire un percorso autonomo”. Per la seconda volta in 3 giorni, stavolta a Porta a Porta su Rai1, il Premier Matteo Renzi ha stangato Belloli: “Ci vuole un po' di rispetto e serietà: non è possibile avere dilettanti allo sbaraglio. Bisogna che i dirigenti capiscano che è arrivato il momento di smettere di abusare della pazienza degli italiani”. La Procura federale ha calendarizzato gli interrogatori ai testimoni del 5 marzo per il 25 maggio: sul caso Belloli, la politica arriverà prima della giustizia federale. Questa mattina Tavecchio, intervenuto a Canale 5, ha detto: "Belloli? Mettete il dito in una piaga, non ci aspettavamo una dichiarazione di questa portata, noi non possiamo discriminare. Provvedimenti? In questi giorni, in queste ore succederanno delle cose". Questa sera il trono dei dilettanti sarà in cerca di un nuovo padrone.

Fonte: gazzetta.it