Tim Cup: Napoli-Siena 2-0

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio (dal 41' pt Dossena), Inler, Gargano (dal 18' st Dzemaili), Zuniga, Hamsik, Lavezzi (dal 37' st Pandev), Cavani. All.: Mazzarri
A disp.: Rosati, Britos, Fernandez, Dossena, Dzemaili, Vargas, Pandev.

SIENA (3-4-2-1): Brkic, Pesoli, Terzi, Contini, Belmonte (dal 21' st Bogdani), Vergassola, Parravicini, Rossi, Mannini (dal 32' st Sestu), Brienza, Larrondo (dal 34' st Gonzalez). All. Sannino
A disp.: Farelli, Vitiello, Codrea, Gazzi, Sestu, Bogdani, Gonzalez
ARBITRO: Valeri di Roma 2 (Alessandroni-Marzaloni/Mazzoleni)
AMMONITI: 38' pt Gargano (N), 10' st Mannini (S), 35' st Pesoli (S)
ESPULSI: nessuno
MARCATORI: 10' pt aut. Vergassola (N), 30' pt Cavani (N)

Al Franchi era finita con l'autorete di Pesoli. Al San Paolo si riparte con l'autorete di Vergassola. Poi il raddoppio di Cavani e il Napoli si qualifica alla finale di Coppa Italia. Si arresta davanti ai 60mila tifosi partenopei il trionfale cammino della Robur in Tim Cup. Una favola, lo stesso, anche se dal finale anticipato.

Mazzarri propone il tridente Hamsik-Lavezzi-Cavani. In campo anche Maggio recuperato in extremis. Sannino scelgie Larrondo come prima punta. Ci sono anche Vergassola e Brienza: un segnale forte al Napoli, il Siena ci crede.

Il primo angolo è della Robur: al 3' Larrondo lancia Mannini, lo anticipa Campagnaro. Risponde il Napoli al 7': il sinistro di prima intenzione di Cavani, su cross di Zuniga, è alto sulla traversa. Il risultato cambia quattro minuti dopo: sfortunato Vergassola a deviare nella propria porta una punizione tesa in area. La Robur prova subito a reagire. E' il 12' quando Larrondo crossa in area e Campagnaro, provvidenziale, anticipa Mannini in scivolata. Gli azzurri spingono, cercando di approfittare del vantaggio psicologico dettato dall'1-0 che qualificherebbe la squadra di Mazzarri: al 17' un grandissimo Brkic con una mano dice no a Cavani che ancora al volo di sinistro centra la porta. Al 20' tra le braccia di De Sanctis il traversone di Mannini. Ora è il Napoli che, in vantaggio, aspetta e riparte. Al 26' Larrondo ci prova dalla distanza: alto. Due minuti dopo l'argentino cincischia troppo, il Napoli riparte in contropiede, Pesoli in scivolata con Brkic in uscita, ci mette una pezza. I ritmi della gara sono molto meno scoppiettanti rispetto alle battute iniziali. Alla mezz'ora Meggio atterra Vergassola: batte Brienza, Inler allontana, gli azzurri ripartono, Hamsik serve Cavani che di testa Non sbaglia. Al 34' Inler di prima mette alla prova i riflessi di Brkic che si supera ancora in tuffo. Al 41' Maggio è costretto a uscire, al suo posto Dossena., Al 43' alta l'incornata di Larrondo: ora a suo fianco c'è Mannini, Brienza stanzia sulla trequarti.

Si riparte senza cambi e con il Siena che prova a trovare spazi nella fitta ragnatela azzurra. Al 7' troppo lungo per Larrondo il traversone di Rossi, una manciata di secondi dopo De Sanctis in uscita anticipa l'attaccante. Al 12' Brienza ci prova dalla distanza: nessun problema per il portiere azzurro. Si gioca in una sola metà campo, con il San Paolo che alza la voce per incitare gli azzurri: tanti, però, gli errori di precisione. Sannino tenta il tutto per tutto: fuori Belmonte, dentro Bogdani. Al 24' Brienza cerca la porta da lontano: tiro troppo debole e impreciso. Ancora Brienza al 32' è Brienza che dalla distanza carica il tiro, senza fortuna. Al 32' esordio stagionale di Sestu. Al 34' è però Lavezzi a sfiorare il tris: di destro al volo manda sopra la traversa. Al 37' su cross di Rossi, Bogdani di testa manda alto. Al 38' occasione per il Siena: Sestu riesce a sfondare in area, mette in mezzo, Brienza carica, trova Zuniga: solo corner. Poi fuori un minuto dopo la conclusione da fuori area di Vergassola. Alla sinistra di Brkic il tiro di Hamsik. Nel primo minuto di recupero Briienza punta la porta: la sua conclusione a girare supera di poco la traversa. Al 47' Bogdani sfiora solo di testa. Il sogno della Robur finisce qua: per la squadra di Sannino è arrivata l'alba del giorno dopo e si chiama Chievo. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line