TESSERA DEL TIFOSO, GLI ULTRAS SI MOBILITANO

Quello della ‘Tessera del Tifoso’ è un argomento molto dibattuto. Il 28 giugno scorso, si è svolto a Latina un incontro tra settanta tifoserie italiane: molti rappresentanti della serie C, soprattutto squadre del sud, della serie B e della serie A (Bari, Siena, Milan, Fiorentina, Juventus, Lazio, Roma e Udinese). A fare il punto della situazione è Luca Biotti, Curva Robur, presente all’incontro.  “Dall’incontro, al quale hanno preso parte anche avvocati competenti in materia – dice il bianconero – , è emerso un quadro chiaro. Gli ultras, o anche più in generale i tifosi italiani, non sono d’accordo non tanto con la tessera in sé, ma con l’articolo 9 di tale tessera. (“E’ fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell’Interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive). L’articolo recita che questa non può essere rilasciata a chi è incappato, in passato, cioè dal 1989, in una diffida. Anche a chi ha già affrontato il processo”. Per capire meglio tutti, anche chi non è troppo ferrato nell’argomento, ecco come funziona la diffida. “La diffida – spiega Biotti -, è un provvedimento amministrativo, dato a discrezione della Questura e senza l’approvazione del giudice. Il processo è il passo successivo. Se anche dal processo venisse fuori un verdetto di non colpevolezza, il tifoso, la sua diffida, l’avrebbe comunque scontata”. “In questo senso, quindi, non è giusto che la “Tessera del Tifoso” non venga data per diffide già scontate, è anticostituzionale. L’Osservatorio dice che in realtà saranno solo i diffidati attuali a non poterla avere, ma il regolamento parla chiaro. Inoltre che senso ha? Un diffidato non potrebbe comunque andare allo stadio. E non sono chiari neanche i reali tempi, visto che tutto è a discrezione delle società. Le tifoserie organizzate hanno paura che in questo modo si distrugga il tifo alla base. E’ inaccettabile”. Nei giorni 26-27-28 luglio ci sarà un nuovo incontro tra tifosi, a Cosenza. All’ordine del giorno anche la “Tessera del Tifoso”. Non è ancora certo se il Siena parteciperà. Ma non per i cattivi rapporti che legano gli ultras bianconeri a quelli casentini: “gli interessi comuni vanno oltre”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line