Terigi: “Mi sarebbe piaciuto essere lì a festeggiare con i tifosi”

“Non mi stancherò mai di ripetere che la Robur me la porterò per sempre dentro e che a Siena sono stato da Dio. Purtroppo in bianconero ho vissuto soltanto stagioni complicate e non nego che vedere i festeggiamenti della squadra un po’ mi ha fatto male: mi sarebbe piaciuto essere lì, mi sarebbe piaciuto, per una volta, essere abbracciato dai tifosi in Piazza”. A parlare è Leonardo Terigi, che in estate ha dovuto dire di no al suo amico Guerri perché aveva già detto sì alla Massese, soluzione compatibile con il suo nuovo percorso lavorativo. “Sono sereno, mi sono avvicinato a mia moglie e a mia figlia e sto cercando di trovare stabilita in un altro tipo di lavoro. La scintilla calcistica c’è ancora dopo oltre venti stagioni sui campi di pallone è difficile abbandonare, ma so che prima o poi accadrà – spiega Terigi a La Nazione – allo stadio tornerò da spettatore, magari a seguire qualche amico. La carriera da allenatore non mi interessa, anche se i mister che ho avuto mi hanno detto che sarei portato. Preferirei più un ruolo da collante tra società e squadra, un giorno. Negli ultimi anni, da ‘vecchiotto’ ho cercato di dare una mano ai giovani: le nuove generazioni sono un disastro, non ci sono più spirito di sacrificio, costanza e determinazione, il mondo del calcio deve prendere in mano la situazione”

“Cosa dico a Guerri? – prosegue l’ex difensore bianconero – che gli voglio bene e che gli auguro un altro miracolo. Una pagina di storia della Robur l’ha già scritta, adesso ha la possibilità di mettere un altro tassello. La Serie D è un campionato difficile, lo ricordiamo, ma se le cose sono fatte bene Siena ha tutto per tornare dove le compete”. “Durante la stagione l’ho sentito molto motivato, mai preoccupato e in questo è migliorato. Da direttore, avendo probabilmente maggiori responsabilità, è cambiato e in meglio – conclude Terigi – alla Robur e ai suoi tifosi auguro tutto il bene possibile. Sono stati loro a insegnarmi a rialzarmi e devono tenere duro, devono avere la speranza che possano tornare entusiasmo e gioia”.

Fonte: Fol