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Terigi: ho fatto una scelta di vita, ma Siena non la dimentico

Nel 2016/2017 arrivi al Siena per la prima volta, hai ricordi di quell’annata?

Venivo da un infortunio grave, mi ero appena operato alle anche. Il Siena mi aveva notato, mi aveva dato i tempi giusti per recuperare e grazie allo staff tecnico riuscii a fare una stagione come si deve. Era un infortunio abbastanza grave, per fortuna con un’operazione l’hanno risolto. Fu un anno particolare, lo tengo sempre come bagaglio personale perché mi ha aiutato a crescere a livello emotivo.

Dopo 3 stagioni lontano da Piazza del Campo torni a Siena in un anno che si rivela disastroso. Come andò quella stagione?

Quella stagione fu veramente travagliata. Eravamo partiti bene con Gilardino, avevamo trovato le giuste motivazioni e grazie all’aiuto del mister eravamo riusciti a trovare la strada giusta. Poi ci furono delle incomprensioni societarie e decisero di mandarlo via per fare entrare due allenatori russi (Pahars e Gazzaev, ndr) e li fu veramente l’apice, ci fu un’incomprensione totale e ci ritrovammo in grossissima difficoltà. Fummo bravi noi giocatori con l’aiuto dei tifosi a cercare di risanare una situazione che era veramente dura, riuscimmo a far tornare Gilardino e arrivammo ai playoff salvando una stagione che si preannunciava disastrosa.

È stato il peggior anno della tua carriera?

Forse a livello di campo si, però lo tengo bene a mente perché mi ha aiutato a instaurare un rapporto sincero e diretto con la tifoseria che ha apprezzato il lavoro svolto sul campo e fuori questo ha portato quella sinergia tra me e la piazza.

La stagione si concluse con il ripescaggio in Serie C e arrivò la conferma, hai pensato di lasciare Siena visto l’anno precedente?

No, non ci ho mai pensato. La squadra era forte, ma anche lì ci furono dei problemi, cacciarono Gilardino quando eravamo quarti in classifica. La società doveva essere un po’ più integra e cercare di andare avanti nonostante le difficoltà iniziali che erano normali vista l’estate che avevamo passato.

Ora il Siena riparte dall’Eccellenza, hai ricevuto una chiamata dalla Robur?

Guerri, che per me è come un fratello, mi chiamò subito. Il problema era che ero già a Massa, avevo fatto una scelta di vita e quando prendo un accordo mantengo la parola. Quando ti chiama il Siena è ovvio che ci pensi, ma non potevo accettare e a Simone gliel’ho detto apertamente.

Tu invece hai scelto di approdare alla Massese, in Eccellenza. Cosa ti ha spinto ad accettare?

Avevo delle situazioni in D e anche qualcosa in C ma erano tutte lontane da casa, la mia esigenza era stare vicino alla famiglia. Ho aspettato fino all’ultimo ed è spuntata l’Eccellenza alla Massese, ho accettato perché so che vogliono fare le cose per bene ed è una società che ha fatto calcio in categorie superiori. Mi ha spinto anche il fatto di cambiare un po’ vita, cercare un lavoro e fare entrambe le cose in maniera ottimale.

Ora hai 32 anni, cosa pensi di fare in futuro? Speri di tornare in categorie maggiori?

No, non penso di trovare una categoria importante. Ho l’ambizione di trovare un contesto adeguato che mi permetta di fare calcio in maniera importante come può essere adesso Massa. La speranza è di salire direttamente con la Massese o trovare situazioni che mi permettano di stare vicino casa e seguire il lavoro.

In futuro, dopo il ritiro, pensi e speri di continuare nel mondo del calcio?

Per adesso no, mi vorrei un pochino allontanare dal mondo del calcio perché ho sempre fatto il calciatore e di fare un altro mestiere nel mondo del calcio non penso di essere adeguato come carattere e caratteristiche, però non si sa mai. Con il calcio ci sono nato, mi ha dato sempre da mangiare e quindi ci sta che non lo abbandoni definitivamente.

Vuoi mandare un messaggio alla piazza senese?

Il mio augurio è che possa trovare pace e che possano trovare finalmente una sistemazione che gli permetta di tornare ai livelli di un tempo, Siena merita palcoscenici molto diversi. Fa molto piacere che sia seguita tanto anche in Eccellenza, fa vedere quanto la piazza ci tenga al calcio. So che quando tornerò a Siena troverò delle porte aperte anche semplicemente per fare una chiacchierata. (Luigi Spedaletti)

Fonte: FOL