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Interviste

Targi: “Dal crocifisso di Legrottaglie alla fidanzata di Ventola: i miei aneddoti”

Massaggiatore, infermiere di formazione, preparatore del thè, colonna portante della Robur dagli anni Novanta. Ezio Targi si è raccontato sul sito del Siena Fc partendo dal 1993, quando era massaggiatore del Poggibonsi e Nelso Ricci lo chiamò. “Mi disse: ‘Vuoi venire al Siena?’ E io, capirai, stavo all’Antiporto, gli dissi che ci potevo andare anche a piedi. E così cominciai con il Siena, nel 1993”.

Il primo aneddoto è legato all’allenatore, Gill Voria, che in una fredda giornata gli regalò una felpa (“L’ho tenuta nascosta sempre, però se vuoi ti mando una foto”). Ezio racconta poi di una partita annullata contro il Cittadella a causa del diluvio, delle trasferte in pullman in cui gli chiedevano di cantare (un’altra sua grande passione), di un crocifisso che tiene ancora vicino al suo armadietto: “Me lo regalò Legrottaglie, mi disse ‘Tiello te come ricordo!’ e io l’ho sempre tenuto”.

“Un’altra cosa che ricordo con piacere è un’amichevole a Pisa. Noi al tempo avevamo un grande allenatore (e una grande persona), Gigi Simoni, che era stato per un po’ di tempo a Pisa. Quando arrivammo ci fecero trovare un’accoglienza che io rammento sempre con mia moglie: nella curva c’era scritto ‘Benvenuto Siena, benvenuto Gigi’, poi fecero una merenda che fu uno spettacolo”.

Seguono tanti altri aneddoti: Papadopulo che invita la moglie e la bambina piccola di Ezio al loro tavolo del pranzo, durante il ritiro della squadra. Ezio che va a fare le punture a casa di Maccarone, poi a casa di Ventola, con annessa fidanzata poco vestita ad aprirgli la porta: “Diventai tutto rosso, pareva avessi il morbillo!”.

Poi ci sono gli scherzi: Calaiò che esce all’improvviso dall’armadietto di Ezio oppure Maccarone che spunta dalla grossa cesta di panni sporchi: “Mi dovetti mettere a sedere quella volta, ero diventato bianco come un cencio dalla paura!’’.

“La partita giocata dal Siena che vorrei rivedere? Non ho dubbi, quella con la Fiorentina”, prosegue Targi, che sul perché continua a fare questo lavoro dice: “A quest’età non certo per i soldi. Continuo perché mi diverto, ci sto bene e poi perché io credo davvero di poter dare ancora qualcosa’’.

Fonte: Fol