Tanto per ricordare gli eventi di Andrea Sordi

In Italia abbiamo la memoria corta, anzi cortissima. Quello che conta è solo l’ultimo evento, non il perché: un po’ come certi medici della mutua che ti curano il malanno apparente ma che non sanno, non hanno voglia, gli importa un tubo della causa.

Noi tifosi bianconeri non ci sottraiamo a questa aurea regola. Diamo addosso, anche giustamente, a chi è rimasto con il cerino in mano costretto a liquidare tutto  per non bruciarsi.

La situazione del Siena è difficilissima, questo lo sapevamo. La situazione del Siena è ormai tragica,  non ci sono più dubbi.

Pochi anni orsono, alla scomparsa dell’indimenticabile De Luca, molti si interrogavano preoccupati del debito lasciato. Brividi freddi correvano per la schiena. Poi, scongiurato anche il rischio del bancarottiere vicentino, si tirò un sospiro di sollievo quando Lombardi Stronati & C. prese il Siena grazie alla “professionale” intermediazione di una sezione del Monte (…. anche perché non c’era un cane pronto a scommettere sulla Robur!), ancora convalescente delle mazzate della Banca del Salento (grazie Baffino!), ma in forte ripresa.  L’idea di fare del Siena una novella Udinese piacque a tutti  ed il sommo Gerolin non mise tempo in mezzo. Al ritiro di Norcia, sembrava di essere all’aeroporto di Fiumicino! Ne sono arrivati di tutti i colori e di tutte le taglie! Passare in un batter d’occhio da una società che contava molto, se non solo, sulla simpatia di vecchi pirati del calciomercato ad una che vuole costruire tutto da sola è difficile e molto costoso. Sappiamo come finì la vicenda Stronati, anche perché il primo attore ci mise del suo. Certo che il buon Gerolin, ne ho perso le tracce, ci ha fatto sognare con Porta, con Cahill, con Ghezzal, con Fini, con Zito ecc. ecc.  Nel mezzo al mazzo qualcosa di buono c’era tra tutti Kharja e Del Grosso, apprezzato poi come grande persona. Non ricorderò certe vendite che gridano ancora vendetta. Una delle perle più preziose di Gerolin è stato l’acquisto di Paolucci, strapagato sia il cartellino che il contratto: ecco una prima causa dell’oggi! Idebiti del Siena erano già saliti a livello di guardia, da qualche parte sondavano!

Arrivò Mezzaroma, assisté al rovinoso capitombolo in B, gli “furono rimboccate” le maniche, gli fu “consigliato” un nuovo D.S. e Giuseppino il Magnifico fece capire che non poteva continuare a sponsorizzare una squadra di B con tutti quei soldi. Pungolò chi di dovere a comprare ai fini di una pronta risalita, dimenticandosi del budget del Siena e dei suoi conti malandati e, più che altro, addossando alla contabilità del Siena le sue ambizioni. Quella promozione costò quasi come uno scudetto, quel campionato  ha pesato e continua a pesare come un macigno.  Ecco arrivare, dunque, il calcio scommesse, ecco arrivare la crisi del Monte e la fine ingloriosa di Giuseppino il Magnifico e della sua “congrega”: la famosa Brigata Spendereccia era roba da ragazzi!

La perdita della Serie A per le note penalizzazione, la perdita dello sponsor e di tutte le collegate agevolazioni di un tempo, la perdita dei contributi Sky hanno stremato i conti del Siena ancora gravati da sciagurati contratti di ingaggio. E poi? Altre penalizzazioni perché non ci sono più soldi. Le prospettive? Nere come la pece: il grande debito con il Monte condiziona , eufemismo per impedisce, la cessione della Società, il Monte, a quel che si dice, non vuole trattare con questa proprietà. Allora? Allora niente! Allora diviene normale che Paolucci venga venduto (vedi sopra), che stessa sorte sia toccata a Giannetti (almeno ha sottoscritto il contratto facendo guadagnare qualcosa al Siena! Grazie!), e che altri possano percorrere la stessa strada.  Da più parti si domanda perché non ci  si“disfa” di certi ed onerosissimi contratti, che a suo tempo avevano fatto inorridire lo stesso Seedorf interessato…., il quesito andrebbe posto a qualche altra persona.

Stringiamoci stretto sul cuore il ricordo di Fiorentina – Siena di qualche giorno fa. Racconteremo ai nostri nipoti quell’evento, come si raccontano le novelle nelle sere d’inverno accanto al fuoco.

Andrea Sordi