Tagliavento: «Perché fermai Genoa-Siena»

Prosegue l'audizione dei testi nell'inchiesta che vede alla sbarra quattro ultrà genoani in merito alla vicenda della sospensione di Genoa-Siena del 22 aprile di un anno fa, quando la gara venne interrotta per circa quaranta minuti a inizio secondo tempo a causa dell'invasione dei distinti da parte di un folto gruppo di tifosi rossoblù, che chiesero ai giocatori di togliersi la maglia. Dopo la testimonianza di alcuni poliziotti e funzionari delle forze dell'ordine presenti in campo quel giorno, ieri in Tribunale è stato ascoltato l'arbitro Paolo Tagliavento, che aveva diretto l'incontro.

I motivi dello stop «Sentii – ha ricordato il direttore di gara- il giocatore genoano Marco Rossi dire chiaramente che i tifosi volevano si sfilassero le maglie. Successivamente i responsabili dell'ordine pubblico mi dissero di mantenere la sospensione della gara fino a quando la sicurezza non fosse stata ripristinata». Tuttavia, secondo la ricostruzione del direttore di gara, la decisione di interrompere l'incontro venne presa da lui «perché dalla gradinata nord (la curva genoana, n.d.r.) venivano lanciati in campo fumogeni che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza del portiere».

Ora gli steward e Preziosi I tifosi sotto inchiesta devono rispondere di violazione della legge per la sicurezza nelle manifestazioni sportive, oltre che di lesioni ad alcuni steward. E proprio questi verranno ascoltati nella prossima udienza del 16 aprile. Il 3 maggio (a due giorni da Genoa-Pescara) è prevista l'audizione del presidente Preziosi e di alcuni giocatori genoani.

Fonte: La Gazzetta dello Sport