Taccone: “Ora rimboccarsi le maniche, affilare i denti e con il Siena invertire la rotta”

È deluso e arrabbiato il presidente avellinese Walter Taccone per la sconfitta subita al San Nicola: «Effettivamente non si può perdere una gara con un unico tiro in porta, – dichiara sulle colonne de “Il Mattino” – dopo aver fallito cinque o sei palle gol, dimostrandoci praticamente sempre padroni assoluti del campo, con l’unica pecca, ma questo certamente non è un appunto o un rimprovero alle nostre bocche di fuoco, di non aver saputo e potuto concretizzare un successo che sarebbe stato meritato anche secondo i più critici».

Ma non si rassegna il numero uno del club bianco verde: «Ma il calcio è anche questo e di certo non lo scopriamo oggi. Da fare ora c’è sola una cosa: rimboccarsi le maniche, affilare i denti ed aspettare il Siena venerdì sera con l’obiettivo, stavolta unico e indifferibile, di conquistare l’intera posta in palio. Per farlo occorre uno stadio strabocchevole, di quelli di un tempo, quando si giocava in quella serie A che, dopo la salvezza, resta per me, presidente-tifoso, un traguardo non certo impossibile. Ma bisogna costruire e puntellare questa speranza, gradino dopo gradino: il primo è riempire il Partenio-Lombardi non solo con la fede, ma anche numericamente parlando, come di contro ha dimostrato il Bari, portando sugli spalti 16-17 tifosi nonostante i guai societari e la posizione traballante di classifica, mentre noi, che siamo a tre punti dalla seconda, non riusciamo mai a coprire la capienza di 10mila posti. Ecco perché attendo una risposta, stavolta senza possibilità di rinvio, da quella fetta di tifosi, se lo sono, che va dagli integralisti della Curva Sud a parte di quelli della Tribuna Terminio, affinché spinga di nuovo i nostri calciatori lungo la strada che stiamo percorrendo tutti con impegno, sacrificio, ma anche con le convinzione di potercela fare».

Poi, il Presidente Taccone ritorna con la mente al San Nicola: «E’ un paradosso il pubblico di casa aspettava da un momento all’altro il nostro gol per quello che era l’andamento della gara: possesso palla sempre gestito dall’Avellino, occasioni da gol che si rincorrevano. Poi, però, la doccia fredda. Mi dispiace per i gesti stupidi dagli spalti biancorossi, che fanno male al calcio e che hanno accompagnato la rete dei galletti, maturata nell’unico cross dalle fasce. C’è chi la legge anche come un monito, e probabilmente lo è, in chiave di invito e riflessione su come far meglio, ma una sconfitta così, obiettivamente, non ci può stare. Abbiamo sempre messo in difficoltà il Bari che non ha fatto un solo tiro in porta degno di essere definito tale, opponendo una difesa impeccabile da Terracciano, sicuro tra i pali, a Fabbro, bravissimo, Izzo, al solito un vero leone e Pisacane, un mastino tenace e puntuale nel mordere l’avversario. Il centrocampo ha svolto un lavoro oscuro e micidiale per lo sforzo che tatticamente è stato chiamato a sopportare. Sono venute meno un po’ le punte, un refrain che si ripete da qualche tempo, nonostante si produca una buona mole di gioco, ma ci può stare».

 Il futuro? «Ci sono avversari pericolosi perché marciano con continuità vedi il Crotone, il Lanciano ed il Trapani, bravo a vincere anche nel recupero. Ci metto anche il Siena, che sta tornando in alto, squadra cinica che costruisce poco e concretizza molto, il contrario di noi. Venerdì dovremo assolutamente invertire la tendenza».

Fonte: Il Mattino