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Suplja: “Dal primo giorno sto cercando di dare il massimo e ripagare la fiducia”

Magrini ha confermato in conferenza che domani sarà presente dall’inizio ma Elvaris Suplja sembrava potesse essere a rischio dopo essere uscito anzitempo in quel di Civita Castellana. “Ho accusato un crampo molto forte, pensavamo potesse essere qualcosa più grave. Gli esami hanno scongiurato il pericolo e ho potuto prepararmi regolarmente con la squadra. Non sono ancora al 100 per cento, diciamo intorno al 70, lui mi chiesto come stavo, io gli ho risposto bene, perché in quel momento non avvertivo dolore. È tutto passato. Dal primo giorno ho cercato di dare il massimo, il mister mi ha dato fiducia e ne sono contento. Sto provando a dare il mio contributo per ripagare lui e aiutare la squadra”. Il centrocampista bianconero, intervistato da La Nazione, si proietta già alla sfida contro la compagine lucchese: “Sono una squadra molto tecnica, che gira bene palla, l’abbiamo studiata bene. Ma noi dobbiamo pensare solo a noi: a scendere in campo nella maniera giusta”.

Suplja passa quindi al racconto della sua carriera: “Dopo il Sassuolo e tanti anni in convitto, volevo avvicinarmi a casa e tra tante proposte ho scelto l’Empoli: in azzurro ho fatto tante partite, poi purtroppo mi sono rotto il ginocchio. In estate hanno deciso di girarmi in prestito per farmi le ossa, a gennaio alla chiamata del Siena ho detto subito sì: ho realizzato il mio sogno di bambino. Da senese, vestire bianconero è un’emozione indescrivibile, quando rappresenti la tua città non è come rappresentare un’altra piazza. Una responsabilità, uno stimolo a fare sempre meglio. Rimpianti? Ovviamente mi dispiace non essere riuscito a trovare continuità a causa di qualche infortunio di troppo, ma anche le difficoltà ti aiutano a migliorare come persona”. Uno snodo importante è stata anche la convocazione con la rappresentativa del Kosovo: “Con l’Under 17 ho affrontato Italia, Grecia e Finlandia: una sconfitta con gli azzurri e due vittorie, ho realizzato diversi assist. Poi dopo l’infortunio sono rientrato l’anno scorso e ho fatto anche gol all’Albania. A novembre l qualificazione come miglior seconda agli Europei U19, battendo la Spagna campione in carica”. “Mio padre, Maslam, è arrivato in Italia nel ‘97 per sfuggire alla guerra: mi ha insegnato che questo Paese, dove sono nato, gli ha dato tutto. Anche per lui è un orgoglio che il figlio rappresenti la città che lo ha accolto e salvato. Nel Siena ho trovato anche Nermin, il magazziniere, che è un mio compaesano. È in bianconero da tanti anni ed è un punto di riferimento per la squadra”.