STRONATI: SIENA REGALAMI LA VITTORIA CON L’INTER

Il Siena è salvo.
«E le pare poco? Sa in quanti ci davano per spacciati a inizio stagione? Invece ce l’ab­biamo fatta».
Ora ci sarebbe un’altra cosa da fare. I tifo­si romanisti la chiedono al Siena. E tra i ti­fosi romanisti c’è lei.
«Fermare l’Inter? Bastasse quello per dare lo scudetto alla Roma… Però le assicuro che noi faremo il nostro. La Roma si preoccupi solo di Atalanta e Catania».
Qualche giocatore del Siena ha detto che il patron è stato chiaro: «Fate risultato a San Siro!» Conferma?
«Se l’hanno detto allora sarà vero. Si sa che sono romanista, la Roma fa parte della mia storia di famiglia. Quindi è chiaro che vorrei poter fermare l’Inter. E che ci proveremo».
E’ vero che il calcio ha raccontato un Ro­ma- Lecce, un Perugia-Juve e un Lazio-Inter. I romanisti sperano in un Inter-Siena che in­crementi la lista delle sorprese clamorose.
«Sono il primo a dirle che se all’Inter fosse bastato un punto per essere campione d’Ita­lia, chiunque, non solo il Siena, forse non avrebbe trovato gli stimoli, senza avere un proprio obiettivo, per fare la partita della vi­ta. Questo non significa favorire uno anziché un altro. Vede la Juve? Con noi a un certo punto inconsciamente ha abbassato l’intensi­tà, era più distratta. Sapeva di essere terza, la Roma vinceva. Non voglio sminuire il nostro risultato: ma ha vinto un gran Siena di fron­te a una Juve un po’ diversa dal solito. Que­sto lo diciamo se siamo onesti: e dobbiamo esserlo. Poi Atalanta-Livorno smentisce tut­ti… ».
Cosa potrebbe accadere a San Siro?
«Domenica sarà molto diverso. L’Inter de­ve vincere e farà la partita per vincerla.Noi quindi faremo altrettanto perché nessuno ci sta a perdere e i romanisti e i simpatizzanti per i colori giallorossi sono diversi da noi. E poi noi abbiamo ancora un obiettivo, che per la città conta. Lasci stare la mia fede roma­nista, che pure mi porta a sperare nel risul­tato favorevole alla mia squadra. Quando parlo dei nostri obiettivi dico che a noi ci mancano almeno due punti per battere il no­stro record di sempre che ora è fissato a 43. Almeno quei due punti in due gare provere­mo a prenderli: ribadisco almeno. Se poi suc­cederà un’altra che uno di noi fa gol e gli al­tri non lo fanno non sarà colpa nostra… Ma magari bastasse questo per far vincere lo scudetto alla mia Roma. C’è un’altra partita dopo. Se non avessero segnato Diamanti o Ja­vier Zanetti, allora sì… Quel pareggio con il Livorno ci ha rovinato!».
Ce l’ha un risultato ideale in testa per San Siro?
«Un risultato esatto no. Vo­glio vincere però, ve l’ho det­to. Mi piacerebbe che a fare gol fosse Portanova. E’ laziale, lo so, ma lo deve al suo pa­tron…».
Romanista…

«Da sempre, dalle partite del Lido Tor San Lorenzo, do­ve sono nato, contro il vicino consorzio Diomede, pieno di testaccini. Ho scelto la Roma, alchimia. Quella di Bet e di Cordova, certo, non mi ha da­to molte soddisfazioni, ma quella di Pruzzo, Conti e del Barone mi ha entusiasmato».
A Roma-Siena, all’andata, si è alzato in piedi ad applau­dire al gol di Totti. Da lì ha ri­velato la sua fede?
«No, chi mi conosce lo sa­peva da molto prima. Ero in panchina e Totti aveva fatto una cosa straordinaria, da ap­plausi ».
Siena salvo in anticipo. Ci spieghi un paio di segreti.

«Qualcosa abbiamo dovuto sistemare in corsa, sia per quel che riguarda la guida tec­nica che per le scelte in rosa. Lo abbiamo fat­to, certe volte ci sono alchimie che non scat­tano e bisogna intervenire. Sicuramente sa- pevamo che questo sarebbe stato l’anno più difficile: con il Napoli, il Genoa e la Juve tor­navano tre giganti che avrebbero tolto posti alle altre. Eravamo pronti ma anche consa­pevoli del fatto nostro: staff dirigenziale gio­vane e preparato, mix di giovani e esperti».
Salvi con Beretta.
«Sì. Grandissimo Beretta, voglio dirglielo. Al di là di quello che poi dice la storia recen­te ».
Il senso è chiaro, ma lo spieghi per favore.
«Quando rilevammo la so­cietà oltre a lui e Perinetti non c’era altro a reggerla. Erano andati avanti da soli. Poi una nuova proprietà è an­che logico che voglia fare scelte diverse. Ma nelle diffi­coltà di questo inizio stagione è stato giustissimo richiama­re lui. E lui si è presentato con l’atteggiamento che serviva. E’ tornato con la determina­zione opportuna per ricom­pattare la squadra».
Il risultato è… un altro salu­to?
«Piano. Con Beretta stiamo parlando da quando eravamo a quota 36. Stiamo vedendo se ci sono le condizioni per an­dare avanti insieme».
E Giampaolo? Noi abbiamo scritto che toccherà a lui per­ché arriverebbe con un anno di ritardo.
«Giampaolo è un ottimo tecnico che ci piace da sem­pre, questo sì. Ma le ripeto che con Beretta ci vedremo presto».
Diceva dei giovani. Il Siena ne ha messi in mostra tanti bravi.

«Perché ci crediamo e crediamo che andrà fatto un lavoro profondo anche sul vivaio. Da tempo questa società non aveva in squadra Under 21 come Galloppa, Rossettini e De Ce­glie e Under 18 come Forestieri. Il problema è alimentare i vivai e questo è uno degli ar­gomenti a cui bisognerà mettere mano, tutti».
Ci spiega?
«Ritengo che si debba valorizzare un gran­de serbatoio potenziale che è la serie D, ora vessata dalla certezza di non poter fare con­tratti e quindi di perdere i bravi giovani su cui si avventano i professionisti. Andrebbe adeguato lo status».
Ha parlato di problemi. Ne vede altri?
«La più equa distribuzione dei diritti tv che alzerà la competitività a vantaggio di tutti, anche dei grandi club, l’adeguamento della fi­scalizzazione dei contratti al mercaro euro­peo di riferimento per cbi fa calcio. Se perde­remo competitività progressivamente e asciugheremo i fatturati. Gli stadi, altro tema caldo».
Siena lo avrà?
«C’è un progetto del Comune a Val d’Arbia, noi abbiamo progettato un centro sportivo per far allenare la squadra ad Acquacalda. E il Centro Siena BodyTec sarà la nostra strut­tura sanitaria all’avanguardia».

Allora domenica segna Portauova?
«Ne ha fatto uno bellissimo con l’Empoli: se me lo rifà uguale…». (Fabio Massimo Splendore)

Fonte: Corriere dello Sport-Stadio