STRONATI PARLA DELLE NUOVE ACCUSE A MOGGI

La compravendita del Siena tirata in ballo nel nuovo capitolo di Calciopoli genera una reazione rabbiosa nell’ad bianconero Giovanni Lombardi Stronati. Lui la società bianconera l’ha comprata alla luce del sole e non accetta insinuazioni di nessun tipo. Nella giornata di sabato, quando dopo l’udienza preliminare del processo napoletano sono uscite le prime agenzie in merito, l’avvocato si trovava a Londra per lavoro. Poche ore dopo, una volta che gli è stata comunicata la cosa, ecco le sue parole, pesanti come il piombo.
«Credo che basti riguardarsi i giornali del periodo per capire che siamo davanti all’ennesima boutade nei nostri confronti — attacca Stronati —. Io e Moggi litigammo e ci scontrammo attraverso i media senza esclusione di colpi. Lui disse che io ero un dilettante, incapace di gestire una società di calcio, io risposi che parlava così perché probabilmente essendo nato a Monticiano era un tifoso del Siena. Al momento dei fatti, tra l’altro, queste schermaglie mi crearono non pochi problemi con i sostenitori bianconeri. Con il passare del tempo io e Moggi ci siamo poi chiariti e riappacificati. Non faccio fatica ora a dire che ho il suo numero di telefonino e qualche volta ci sentiamo. Anche perché resta secondo me uno più dei più grandi esperti di calcio e non si tratta di Totò Riina. Il figlio poi fa il procuratore e quando a noi interessava riprendere Bogdani ci siamo sentiti. Poi è sotto gli occhi di tutti come il giocatore abbia firmato per altra società, come il fatto che nemmeno un elemento dell’attuale rosa ha la procura di Moggi e che nessuna delle operazioni di mercato concluse questa estate sia stata curata da lui».
Poi Stronati rincara la dove la dose: «Io non so come escano queste cose, mi sembra soltanto che non si perda l’occasione per darci addosso, a maggior ragione in questo momento che dopo un inizio di stagione difficile abbiamo rialzato un po’ la testa. Si parte sempre dal gol in fuorigioco di Maccarone contro il Milan e fa specie quando a sottolineare la cosa e il presunto danno provocato al Diavolo è Collina, che ha finito di arbitrare proprio per la questione dello sponsor Opel, lo stesso della società rossonera. In ogni caso andiamo avanti per la nostra strada, puntando a centrare i traguardi che ci siamo prefissati. E’ chiaro che intendo tutelare il mio nome e quello del Siena che qualcuno prova sempre a infangare. Per questo sarò attento a cosa sarà proposto nei media da qui in avanti e se sarà necessario ci difenderemo nelle sedi opportune». (P. B.)

Fonte: La Nazione