STRONATI: “IL MIO SIENA E’ DEI GIOVANI”

E’ diventato come una macchia, come il peccato originale. Quel gol di Maccarone al Milan, un gol che fece arrabbiare molto l’ad rossonero Galliani, ha pesato sul cammino del Siena. Non vuole fare po­lemiche il patron, l’avvocato Giovanni Lombardi Stro­nati: ma questo sassolino dalla scarpa vuole toglierse­lo. Oltre ad accarezzare il suo Siena cantiere aperto: squadra giovane, diri­genti giovani, allenatore-scommessa. E in testa l’idea di diventare un gran­de serbatoio nazionale di talenti. Co­me è stata l’Atalanta, come sono l’Em­poli e l’Udinese
Cosa le piace di questa avventura al timone del Siena?
«Molto, quasi tutto. Venivo da un’al­tra categoria, con la Valle del Giovenco. E’ chiaro che in A cambiano le cifre, il mercato. Anche se poi i mo­duli organizzativi restano gli stessi».
Pescina-Valle del Giovenco. Ci permetta una digres­sione. A Negro consiglierebbe di accettare l’offerta?
«Paolo è stato un giocatore che ho trovato a Siena e che ho subito sentito come un mio giocatore. Gli sono affezionato. Paolo avrebbe un posto da dirigente. Non so se giocherebbe anche. Certo si è divertito molto a vedere la squadra, gli è piaciuta. Vedremo».
Torniamo al calcio dei grandi. Cosa non le piace, al­lora?

«In questi giorni rifletto molto sulle interpretazioni delle norme».
Siena danneggiato?

«Non mi faccia fare il discorso dei punti in meno. Anche perché poi sono uno che pensa che i punti le squadre che hanno le palle se li ripren­dono. Non voglio, meglio, non vorrei alibi. Il problema è che certe squadre pesano di più. Il gol di Maccarone con il Milan, che per me non era in fuori­gioco, ce lo stiamo portando ancora dietro. L’arbitro che ci ha annullato il gol con l’Atalanta aveva in testa l’epi­sodio contro i rossoneri».
Collina vi ha dato ragione sul rigore dato al Cagliari per quel mani involontario…
« Quello è stato pazzesco, ci hanno dato ragione tut­ti. Ma a Collina vorrei invece chiedere perché se Del­lafiore colpisce la palla fa partire una nuova azione e allora Trezeguet nel derby non è in fuorigioco e se la palla la tocca Kaladze è pressato e non può calciare bene. Io credo che si debba ragionare sulla volontarie­tà o meno, se si comincia a discutere sull’effetto del gesto allora il terreno diventa franoso. Ma non era tut­to più chiaro quando si parlava di “luce”? Ora sento di­re di massa corporea prevalente, sovrapposizione,. po­sizione dei piedi. Si interpreta troppo».
Quindi?
«Quindi riscriverei la regola. Così come metterei la moviola in campo. Se tutti sanno che senza il quarto uomo e la telecamera la testata di Zidane a Materazzi non l’avrebbe probabilmente vista nessuno, perché non ne prendiamo atto anche per i campionati?».
Dove arriverà il Siena?
«Il Siena si deve salvare. E deve co­struire, alla lunga, il suo patrimonio giocatori in casa. Siamo gli unici con un ’90, Forestieri. E io lo farei giocare sempre. Poi in Olanda giocano i ragaz­zini. Perché in Italia no? Ci manca for­se la qualità? Non credo davvero. Io di­co questo: il Siena è una squadra che lavora con il budget. La speranza è che questo budget, con la redistribuzione dei diritti tv per esempio, cresca presto. Intanto l’unica voce cresciuta nei costi è quella del vivaio. E’ chiaro cosa voglio fa­re? » .
Lei ha avuto coraggio. Ha preso un grande profes­sionista che non aveva mia fatto il direttore sportivo, Gerolin. E ha scelto un allenatore che in C1 aveva mancato un traguardo che sembrava scontato. Questi sono i fatti.
«In un progetto che punta sui giovani scegliere un talent scout come Gerolin lo ritengo un pregio. Man­dorlini non lo conoscevo. Fosse stato per me avrei scelto, prima che mi fosse presentato, uno molto me­no conosciuto di lui. Pensi, mi sono sentito un tradizio­nalista a prenderlo. Capisce perché non faccio il pre­sidente e in quel ruolo c’è un ragionatore del centro­campo come il professor Fabrizi? Torno a Mandorlini: ho imparato ad apprezzarlo»
Giovani: quest’anno da chi si aspet­ta il boom?
« Intanto dico che i nostri giovani stanno rivitalizzando anche i meno giovani. Avete visto che Locatelli ab­biamo? Il boom: dico Corvia, perché ha dentro la scintilla giusta. Porei dire Galloppa, perché per me è già un gran bel giocatore. Per Forestieri dobbiamo solo aspettare».
Fiorentina-Siena?

«Ne ho già vissuta una, persa senza meritarlo. Però io da scommettitore punterei sulla Fiorentina, troppo più forte. Poi chissà… Una cosa posso dire: abbiamo sofferto solo i primi dieci minuti con il Milan perché eravamo contratti. Poi nessuno ci ha messo proprio sotto. Neanche la Roma». (Fabio Massimo Splendore)
Fonte:Corriere dello Sport-Stadio