STRONATI A SIENA NON SOLO PER LA ROBUR

All´Ambra Jovinelli va in scena il sequestro. Quello vero: l´ha disposto la Guardia di Finanza a carico dell´edificio che ospita il glorioso teatro romano. Il quale, è bene precisare, è gestito da una società che non ha nulla a che vedere con il proprietario, l´avvocato d´affari romano Giovanni Lombardi Stronati. Su di lui si è concentrata l´attenzione della magistratura che l´ha indagato per evasione fiscale, reimpiego di capitali illeciti, omesse dichiarazioni. Il tutto per una truffa che sarebbe stata pari, secondo le accuse degli inquirenti, a quasi 200 milioni di euro. nUna somma così consistente da indurre il pm Giuseppe Cascini a disporre appunto il sequestro cautelativo dell´Ambra e di una serie di altri immobili. Sono quattro le società sotto osservazione: Immobiliare Jovinelli, Sviluppo Aree Urbane, Immobiliare Baldo degli Ubaldi, Immobiliare Italiana Hospital Group. Sarebbero state al centro di un vorticoso e complesso giro di vendite irregolari, leasing e riacquisti. Con le somme ottenute, l´avvocato avrebbe comprato – precisano i magistrati – ben quattro barche nonché una villa e un posto barca in Costa Smeralda, macchine e case di lusso e perfino quadri di Picasso e di Morandi.  «Sono tranquillo», ha detto ieri Lombardi Stronati, dicendosi sicuro che chiarirà tutto. Avvocato, commercialista, professore di Scienza delle Finanze, è un personaggio ben noto alle cronache, sia a quelle giudiziarie che a quelle sportive. Pur essendo di provata fede giallorossa, tant´è vero che è stato fra i fondatori del quotidiano “Il romanista”, nel marzo dell´anno scorso ha comprato il Siena Calcio tramite la società CredSec di cui è azionista unico.  Non era la prima iniziativa dell´avvocato nel calcio giocato: era allora presidente della Pescina Valle del Lungo, prima nel campionato abruzzese di serie D, ed aveva appena vinto il premio “Le ali della vittoria” sul calcio dilettantistico, consegnato il 9 febbraio 2007 a Roma in un gala non privo di una certa solennità. A Siena però i motivi non erano solo sportivi, ma legati ad una serie di legami con il Monte dei Paschi, la banca cittadina che aveva rilevato l´esangue società dall´antico patron Paolo De Luca, a sua volta finito in disgrazia con la sua società di lavori stradali ed ecologia. In quell´occasione, Lombardi battè sul filo di lana carlo Colombotti, che invece era a capo di una cordata di industriali del Nordest. Sono più di vent´anni che Lombardi è in attività. Nel 1991, il suo nome emerge a fianco di quelli di Marco Squatriti e Cesare Previti, avvocati e immobiliaristi anche loro, nell´inchiesta Italsanità, un´altra oscura vicenda di truffe, bilanci falsi e tentativi di corruzione. Poi, nel 2003, il pubblico ministero di Potenza allora sconosciuto Henry John Woodcock chiede il suo arresto per un´altrettanto intricata storia di illeciti contabili collegata con il crack Federconsorzi. Nello stesso anno, altri guai in arrivo dalla Francia: la Cob, l´organismo di controllo sulla Borsa di Parigi, indaga su di lui per una vicenda di insider trading sul titolo Pechinev.  In Italia, intanto, compra palazzi: la ex-sede dell´Antonveneta in via del Corso, e poi il palazzo che apparteneva a Vittorio Casale (proprio l´immobiliarista che ora è finito nei guai con lui per la vicenda dell´Ambra) in piazza del Parlamento 18, all´angolo con via di Campo Marzio. Ma le sue disavventure non sono finite: la Consob impugna i bilanci 2004 e 2005 della Innotech, una società impegnata nel recupero e riuso di materie plastiche e apparecchiature elettroniche. Dopo di allora della società, quotata al segmento Expandi della Borsa di Milano, non si seppe quasi nulla, finché nel marzo di quest´anno l´assemblea straordinaria degli azionisti ha deliberato il cambio di denominazione sociale in Yorkville. (Eugenio Occorsio)
Fonte: La Repubblica