«Devo controbattere su tutto quello che ha detto. Io sono arrivato nel 1980 insieme a Foglietti e Cini e non ero strano. O perlomeno, se ero strano ero arrivato nel posto giusto (ride, ndr). È andata bene». È con questo siparietto che è cominciato l’intervento di Paolo Stringara che, collegato a distanza nel corso della ventiquattresima puntata di “Al Club con la Robur”, ha scambiato alcune battute con il suo ex compagno di stanza Danilo Tosoni ricordando i tempi passati in bianconero: «Sono arrivato a Siena da ragazzino e lì sono diventato uomo. I ricordi sono qualcosa che ti appartiene in maniera lontana, per me sono realtà, ce l’ho dentro. Ho ancora tanti amici a Siena – racconta l’ex centrocampista – non ho mai spostato il mio conto corrente dalla vecchia cassa rurale di Monteriggioni ora Chianti Banca. Ho avuto una moglie a Siena e continuo ad avere un legame indissolubile con questa città. Siena per me è realtà più che passato».
Non mancano gli aneddoti: «Una volta in ritiro Ferruccio Mazzola ci diede due giorni liberi e con Danilo facemmo uno scherzo ad Antonio Cavalli dipingendo delle scritte con la vernice sul percorso che avremmo fatto il giorno dopo da Abbadia San Salvatore a Piancastagnaio. E l’indomani fu uno spasso. Queste cose al giorno d’oggi non sono possibili, noi però le abbiamo fatte e ci siamo divertiti tantissimo. Come dimenticare i nostri compagni, Fabrizio Foglietti, Mauro Cini, Enrico Vichi, Franco Tintisona… sono pezzi di cuore che sono ancora vivi dentro di noi. Scrivere un libro non basterebbe, servirebbe un’enciclopedia». A Siena si tenne anche la prima uscita ufficiale di Diego Armando Maradona, in un’amichevole allo stadio “Artemio Franchi”. A marcare il fuoriclasse argentino fu proprio Stringara: «Mi ricordo che gli feci un’entrataccia dopo pochi minuti, e a venirmi addosso per protestare non furono solo i giocatori del Napoli ma anche i miei compagni (ride, ndr). Ma quella partita la custodisco al punto tale che nell’immagine profilo di WhatsApp ho una foto con lui quando vestivo la maglia del Siena da ragazzo, anche se poi ho avuto occasione di rigiocarci contro da capitano del Bologna».
«Di cosa mi occupo al momento? In questo momento sto facendo l’aiuto-manovale ai muratori che vengono a lavorare a casa mia. Sto riempiendo le mie giornate, si fa una fatica pazzesca, sicuramente si starebbe meglio su un campo da calcio (sorride, ndr). Ma sono disoccupato perché la Corea del Sud, dopo averci dato un premio per il raggiungimento della semifinale di Coppa d’Asia, mi ha mandato via insieme al mio amico Jurgen Klinsmann». Stringara conclude raccontando un aneddoto riguardante i Fedelissimi. «Qualche giorno fa mi hanno chiamato da Avellino perché la squadra è stata contestata come era successo quando ci avevo giocato io. Mi sono permesso di dire che quando un giocatore arriva in una piazza, sarebbe bello fare come fecero con noi a Siena quando i Fedelissimi ci invitarono nella loro sede per mostrarci un video di un campionato vinto (stagione 1975/76, ndr). A me quei festeggiamenti sono rimasti nella testa e ogni tanto in campo tiravo fuori qualcosa in più ripensando alla tifoseria bianconera in festa, con i caroselli in macchina. Quella cosa mi caricava e alla fine arrivò anche la nostra di festa». (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
