Storie di ex

La storia di Massimiliano Benassi (1981) da Alatri in provincia di Frosinone è comune a quella di molti ragazzi che, negli anni passati, hanno lasciato le loro case per inseguire il sogno di diventare un calciatore affermato.

Portiere dotato di ottimi fondamentali ed un eccellente colpo d’occhio giunse a Siena a metà degli anni 90’, seguendo tutto il percorso del Settore Giovanile fino alla formazione Berretti, di cui fu titolare per circa due anni.

Fu aggregato spesso alla prima squadra e nella stagione 1999-2000, quello della promozione in serie B, si parlava di lui come probabile secondo portiere alle spalle di Paolo Mancini.

La realtà fu ben diversa e Benassi iniziò il pellegrinaggio nelle serie minori, prima a San Gimignano e poi a Poggibonsi.

Con i giallorossi ottenne la promozione in serie C2 e dopo una stagione migrò verso il Sansovino, che nel frattempo aveva raggiunto la quarta serie nazionale.

Tre anni ad alti livelli  nella formazione aretina che gli valsero la chiamata dalla Juve Stabia, in serie C1. Non era arrivato dove sperava e avrebbe meritato, ma era comunque considerato uno dei portieri più affidabili della categoria.

Dopo un anno in Campania il trasferimento  a Sassuolo cui faranno seguito tre stagioni importanti con la maglia del Perugia che gli consentono , grazie alla chiamata del Ferguson del Salento, Gigi De Canio, di coronare il sogno della serie A.

L’esordio il 22 maggio 2011 nella gara Lecce-Lazio, ma la sua partita fu interrotta al 52’ dall’arbitro che lo espulse per un fallo. Un’occasione mancata? Ma no, Massimiliano domenica ha avuto la sua seconda chance e questa volta l’ha sfruttata in pieno. Preciso e sicuro è stato giudicato uno dei migliori in campo, tra gli artefici del prezioso pareggio che ha consentito al Lecce di prendere fiato. (nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online