Storia del Totocalcio dal 1946 ai giorni nostri

Fare tredici! Il sogno di tutti gli Italiani dal dopoguerra in poi, fino agli anni novanta… un modo di dire ancora oggi in uso! Il rito della schedina rigorosamente giocata al sabato, magari nel tardo pomeriggio, quando venivano date le probabili formazioni del giorno dopo, la domenica pomeriggio con l’orecchio incollato alla radiolina per seguire le partite, perché vero è che per mezzo secolo è sempre stato così, tutte le gare di campionato si giocavano in contemporanea. E al novantesimo, magari in “zona cesarini”, arrivava il gol mancante, avveniva il miracolo e si avverava il sogno.

Un pezzo di storia d’Italia, di cultura sportiva, di riti scaramantici, di tutta quella favolosa italianità che rende speciale questo Paese, una narrazione sportiva approdata più volte anche sui grandi schermi del cinema. Il Totocalcio è nato nel 1946, dalla mente brillante di Massimo Della Pergola, giornalista sportivo triestino, ebreo espatriato in Svizzera. La sua idea era di trovare un modo per rifinanziare lo sport in Italia nel dopoguerra, e alla fine pensò ad un sistema di scommesse su 12 partite, e inventò i segni 1 X 2 per indicare i risultati. Trovò dei soci e fondò una società di scommesse, ottenne le autorizzazioni ministeriali, e distribuì i terminali per la stampa delle schedine in tutta Italia.

Il 5 maggio 1946 tutto era pronto. Si chiamava allora “Concorsi Pronostici”: cinque milioni di schedine, pronte ad essere giocate al prezzo di un vermouth, 30 centesimi, il costo di un aperitivo per tentare la fortuna! La prima schedina aveva già un big-match incluso: Internazionale-Juventus, 1-0. Furono venduti solo 34 mila tagliandi, giocate per circa un milione di lire, la vincita di 463.146 lire andò nelle tasche di Emilio Biasotti (un impiegato milanese originario di Roma).

Due anni dopo, nel 1948, la prima rivoluzione: tredici partite, e il cambio del nome in Totocalcio. Fu Giulio Andreotti, allora presidente del consiglio, che nazionalizzò il Totocalcio e lo trasformò in un potente strumento nazional-popolare, con il suo personale tornaconto politico. Ma il sogno degli Italiani oramai era nato!

E per cinquant’anni è stato così: la vincita più clamorosa avvenne nel 1993, un 13 e cinque 12, per la bellezza di 5.549.756.245 di lire, l’equivalente di 4,4 milioni di euro. Nel 1998, il governo Prodi liberalizzò le scommesse sportive e iniziò il declino, grazie anche alla pay-tv e al calcio spezzatino che man mano ha preso piede fino ai giorni nostri in cui le partite in contemporanea non esistono praticamente più.

Il Totocalcio ha provato a reinvertarsi, introducendo il Tredicissimo (il quattordicesimo risultato), le partite dei campionati esteri, il Totogol, e altre varianti: le giocate sono diminuite, i montepremi sono molto bassi, altri giochi sono più redditizi.

Resta però il detto: ho fatto tredici! E cambiare la propria vita.

Fonte: Fol