Stop…and go

Benvenuti nel….Tiferno della serie D. Se qualcuno pensava che questa stagione sarebbe stata poco più di una formalità, i volenterosi biancorossi di Nofri ci hanno riportato alla realtà. Quando si dice che la serie D è un campionato tosto e difficile, non è una frase fatta, è la verità. Ma cosa ha fatto maturare la sconfitta di domenica? Semplicemente che il Tiferno ha giocato da serie D – corsa, agonismo e ordine – e il Siena no.  Tutto qui.

E’ inutile negarlo, la delusione è stata tanta, ma obiettivamente dobbiamo riconoscere che le difficoltà del Siena erano in qualche modo preventivabili e derivano soprattutto dal ritardo di preparazione. Da quando la squadra è stata costruita, quella di domenica è stata la seconda partita giocata, non solo in campionato, ma in assoluto. Niente Coppa Italia, niente amichevoli e subito in campo con i tre punti in palio ed è normale che la squadra incontri delle difficoltà.

Nella stagione 2014-15, Morgia portò con se l’ossatura della squadra, un gruppo importante di giocatori che con lui avevano vinto a Pistoia e tutto fu più facile. Poi, particolare non secondario, non c’era il Covid….. Quest’anno non è stato così e qualche inciampone era da mettere nel conto, ci vorrà ancora qualche partita per vedere il vero Siena, quindi armiamoci di pazienza e non lanciamoci in giudizi affrettati che, in tutta sincerità sarebbero anche ingenerosi. Tra qualche domenica capiremo se quella con il Tiferno è stato un incidente di percorso o il primo scricchiolio, per ora rialziamoci e concentriamoci sul recupero con lo Scandicci, incontro importante per dimezzare il gap con la vetta della classifica. (Nicnat)

Fonte: FOL