Stefano uno di noi

Piccole storie di un calcio che, a dispetto di tutti coloro che si ingegnano quotidianamente per distruggerlo, ci rivela storie di passione irrefrenabile. Come quella di Stefano tifoso bianconero della Robur o meglio del Siena nonostante viva, lavori e segua la nostra squadra avvolto nelle nebbie padane, suo luogo di origine e di residenza.

Mercoledì appena arrivati nel parcheggio riservato ai tifosi ospiti del piccolo ma decorosissimo impianto Speroni della Pro Patria notammo una macchina “foresta” posteggiata. Poiché eravamo contati e di questi tempi sappiamo nome e cognome di chi segue la squadra anche di feriale, in una terra lontana e -fra l’altro- in una giornata indecente climaticamente, la curiosità venne spontanea.

Poco dopo esce un ragazzo che timidamente entra nella curva e si posiziona, un po' defilato all’interno del nostro settore. Io, che sono un “rompi” indefesso colsi subito l’attimo per avvicinarmi e attaccare un bottone. Tanto per ingannare l’attesa e al tempo stesso per soddisfare la mia curiosità. 

Chi era questo ragazzo, sui trenta anni, insieme a noi, in una giornata bestiale in una partita di terza serie fra due squadre fra l’altro nemmeno tanto messe bene in classifica nonostante il blasone? Quindi vado dritto al punto e glielo chiedo. Così viene fuori che Stefano  (il suo nome) vive a Saronno e là lavora ma ha una passione irrefrenabile per il Siena. Il tutto nasce da una sua gita a Siena, nel lontano 2007 quando militavamo in ben altre categorie dove per caso si ritrovò a vedere una partita allo stadio del Rastrello o Franchi che dir si voglia. E lì era scoppiato un amore a prima vista . Una passione per i nostri colori e la nostra città e naturalmente per la squadra bianconera. E fin qui tutto bello ma non era certo il solo a tifare per i nostri colori. Quando però militavamo in categorie di eccellenza. No, Stefano è proprio innamorato al punto che, appena può e le partite sono nel raggio di un centinaio di chilometri, prende la sciarpa e corre a vedere la Robur. Non c’è serieA ,serie B , La Juventus,Inter o Milan . C’è il Siena. Segue il Siena da solo, senza condividere, se non con se stesso, questo amore questa passione. Così lo presento a Lorenzo e poi a Tito al quale mi parve di vedere gli occhi leggermente umidi travolto da questa cosa che lo emozionava. Poi , quando Stefano timido rispettoso rotto il ghiaccio si lasciò andare, raccontò la sua storia e si aprì il giubbotto e apparve la nostra maglia storica: a strisce bianconere bellissima. Fu un emozione che coinvolse i pochi ma fedeli tifosi presenti. Ora il battesimo è stato fatto. Stefano è e rimarrà sempre uno di noi e tutti lo aspettiamo a Siena a tifare con noi. Mai coro più appropriato fu “non seguo gli squadroni ma seguo te”. Io mi sento di ringraziare Stefano che mi fa onore e al tempo stesso tenerezza per un calcio di provincia che fa tanta fatica ad emergere  e sopravvivere ma che, nonostante tutto, ci dispensa piccole storie di amore, ma al tempo stesso enormi  come questa . (Federico Castellani)

Fonte: FOL