Stagione da incubo: anche l’Arezzo a rischio crac

Non c’è pace in Serie C. Dopo l’esclusione del Modena e il fallimento del Vicenza è scoppiata la bomba anche ad Arezzo. Il presidente Matteoni, in carica da appena un mese e mezzo, dopo aver millantato di tutto alla piazza e promesso mari e monti ai calciatori, ha fatto dietro-front lasciando l’Arezzo a un passo dal baratro. Una situazione paradossale da mesi con la precedente gestione Ferretti che ha lasciato un debito di circa 2 milioni (spese di gestione comprese), con passaggi societari prima a Neos poi a Matteoni che di fatto non hanno portato niente. È in arrivo un’altra penalizzazione, sempre per ritardi nei pagamenti ai tesserati: dopo i 3 già tolti sono in arrivo altri 8 punti (non è stata rispettata la scadenza di venerdì). Domani la squadra metterà in mora la società per poter escutere la fideiussione, ma essendo di tipo assicurativo, i tempi di riscossione sono lunghi e la pazienza della squadra dopo mesi di promesse mai mantenute è finita.

Autogestione Il settore giovanile è costretto ad autogestirsi, i calciatori si pagano le spese mediche e i dipendenti non riscuotono da mesi: il terzo fallimento degli ultimi 24 anni (1993 e 2010) è vicino. Il tecnico Pavanel in conferenza è stato furioso: «Matteoni ci ha preso tutti in giro, vergognoso aver giocato con la nostra passione e la nostra voglia. Fino a poche ore prima del presunto pagamento degli stipendi mandava sms rassicuranti, poi sappiamo tutti cosa è successo. E’ inaccettabile che certi personaggi girino intorno al calcio. Poi ha spronato l’imprenditoria e le istituzioni cittadine a trovare una soluzione per poter finire la stagione. Se la squadra deciderà di scendere in campo bene, altrimenti rispetterò le scelte dei ragazzi». Duccio Borselli, presidente di Orgoglio Amaranto (comitato di tifosi che detiene l’1% della società) cerca fondi utili a evitare un altro crac. Ieri mattina era ad Arezzo anche Andrea Fiumana dell’Aic, che è stato chiaro: «Se non arriveranno rassicurazioni economiche la gara con il Livorno di domenica prossima è a forte rischio». Oggi la squadra va a Pontedera con le proprie auto e almeno 200 tifosi seguiranno la squadra con la speranza che non sia l’ultima partita della stagione.

Fonte: Gazzetta dello Sport