“Perchè abbiamo lanciato proprio in questa fase l’idea dello stadio? Intanto per rimettere al centro del dibattito pubblico l’utilizzo di quell’area. E poi per riportare l’iniziativa nell’alveo dell’amministrazione”. Michele Capitani, vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, torna a parlare dei progetti intorno all’area del Rastrello, che verranno inseriti dentro il Piano strutturale in dirittura d’arrivo.
“Premesso che ancora non c’è nemmeno una tavola progettuale e che abbiamo presentato solo un’idea di ciò che vorremmo fare – spiega Capitani a La Nazione – qualcuno ha davvero il coraggio di sostenere che può andare bene la situazione attuale di quell’area? Noi oggi diciamo che vogliamo procedere a una riqualificazione di tutta l’area anche riorganizzando la sosta e per questo definiamo il percorso da compiere”.
Dalla demolizione, e successiva ricostruzione della Curva San Domenico, nascerebbe un parcheggio multipiano da 500 posti. “Nei cinquecento posti rientrerebbero anche i 230 attuali allo stadio, liberando così l’anello – prosegue il vicesindaco – in questo momento la lista di attesa a Sigerico per abbonamenti di residenti e lavoratori è a quota 140. Tutti mezzi che si riversano nelle strade limitrofe”.
Sulla possibilità di coinvolgere il Siena Calcio, Capitani sottolinea: “Noi consideriamo decisivo che sia l’amministrazione a partire con questa parte dell’intervento, che riguarda lo stadio, ma anche l’urbanistica della città. Se poi questo servirà anche a creare le condizioni per un rinnovato protagonismo della società nella ristrutturazione complessiva, magari della curva Robur, lo accoglieremo con favore”.
Il progetto, secondo le stime di Palazzo Pubblico, costerebbe 20 milioni. “Finita la stagione del Pnrr, questo sarà uno dei grandi progetti su cui ci concentreremo. I soldi a bilancio dovranno esserci quando ci sarà la gara e abbiamo già idee in proposito, ma parlarne ora è più che prematuro”.
E sull’impatto dei lavori in un’area molto sensibile, “a parte che questa ipotesi non prevederà chissà quali sbancamenti di terra e che il cantiere potrà essere allestito all’interno dello stadio – risponde Capitani – io non accetto la logica dell’immobilismo. Forse non dovevano essere fatti i lavori all’ospedale perché si sono determinati disagi all’esterno? Oppure, quando a metà giugno partirà il cantiere del polo universitario nella collina verso San Miniato, passeremo il tempo a lamentarci? Se vogliamo confrontarci nel merito siamo qua, se il no è ideologico e preventivo è un problema”.
Fonte: Fol