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Solo con il cuore, ma ci saremo

E venne il giorno di Livorno-Siena, una partita diversa da tutte e che in tante stagioni ha rappresentato “la partita”. Una sfida che parte da lontano, ricca di aneddoti ed episodi che ci hanno regalato sempre gioie e dolori. Il legame tra il calcio senese e quello livornese è profondo, basti pensare che quando nel lontano 1922-23 la Robur fu ammessa a disputare il campionato di II divisione, sostituì molti giocatori senesi con i primi “stranieri” che altri non erano che calciatori provenienti da Livorno come Barsotti I, Barsotti II e Magnozzi II, fratello del più celebre Mario. Il calcio livornese era molto più avanti, come la storia insegna, le città portuali per i loro continui contatti con il resto del mondo, chi più chi meno, sono state le prime a importare il calcio e Livorno non fece eccezione. La storia è andata avanti e la nostra Robur ha recuperato il terreno perso inizialmente, fino a trovarsi a lottare con i labronici per un posto al sole, che sia stata una promozione o una salvezza. Una rivalità sentita, piena di colpi di scena, sempre attuale anche in quarta serie, perché quando si gioca con il Livorno niente è scritto, niente è scontato, niente è prevedibile. Domenica si giocherà il ritorno e, purtroppo, i tifosi senesi non potranno essere presenti al Picchi per gli incidenti causati da alcuni tifosi labronici nella gara di andata, decisione quanto mai incomprensibile, ma così è. Una partita come quella in programma domenica senza una parte della tifoseria è una partita zoppa, perché se sul campo si lotta per i tre punti, è altrettanto vero che sugli spalti si portano colori e suoni, canti e incitamenti, ovvero il sale di tutte le partite. Non ci potremo essere fisicamente, ma Magrini e i suoi ragazzi non saranno comunque soli. (Nicnat)

Fonte: FOL