Sogni & bilanci. Intervento di Andrea Sordi

Sembrerebbe, il condizionale è doveroso, che la pratica campionato sia in via di risoluzione. Bravo Sannino, bravo Perinetti, bravo Mezzaroma, bravi i giocatori, bravo il Dott. Causarano, bravi i “masseurs”, bravi gli addetti al campo, insomma bravi tutti, anche i tifosi!

E domani? Si, domani cosa facciamo, sottintendendo “noi” del Siena? Dunque, a leggere o a sentire, certezze poche e dubbi tanti! Io, personalmente, non ho un’idea precisa, si parla di chi va, di chi potrebbe restare, di chi non sa se va o resta, poi se riflettiamo  sulla crisi economica in generale, sulle  difficoltà del comparto edile, da sempre vero volano dell’economia nazionale, e sulle attuali criticità del settore creditizio nazionale (delle grandi banche non se ne salva una!) e del “Babbo” in particolare,  credo che le cose di cui ci dobbiamo preoccupare bastino ed avanzino.

Il “progetto”? La continuità? Mah, per battere questa strada bisognerebbe fare come l’Udinese che ha lo stesso “management” da oltre ventisei anni. Noi, no! Noi no, perché il contesto senese (ho dubbi anche su quello toscano) non dispone di un tessuto imprenditoriale di alto livello e comunque  tale cui affidare con serenità le sorti della Robur. L’unico “management” di spessore è quello targato “MPS”, e non è poco! Questo ovviamente non gestisce in proprio, ma, in base alle necessità, ricerca/individua l’interlocutore cui affidare il calcio cittadino. Chi viene ha sicuramente la sana “libidine” di far bene e di cavalcare l’entusiasmo della tifoseria, ovviamente dopo aver ottenuto certe rassicurazioni. Chi viene conta, quanto meno, di fare pari, guadagnandoci comunque in immagine. A chi viene, insomma, non si può chiedere di “morire” per i nostri colori come fece Ferlaino, Cecchi Gori (il mitico!) ed in parte i Sensi. Non sarebbe giusto, sarebbe sciocco! Chi viene, ricordiamolo, non ha alcun rapporto ombelicale con Siena (essere senesi, poi, sarebbe una garanzia?)! Ergo non resta che ringraziarli per quello che ci hanno dato!

E allora, domani? Non lo so, ma spero di continuare il sogno, di potermi ancora inebriare per i successi della Robur e “con lucida follia” fare “marameo” agli squadroni supponenti ed antipatici.

Andrea Sordi