Simone Vergassola e Mario Frick: noi la Roma l’abbiamo battuta

Simone Vergassola

“Il campionato 2007-08 ci ha regalato emozioni di ogni tipo. Eravamo partiti male e sembravamo spacciati, poi abbiamo conquistato il record di punti in serie A, vincendo con squadre come la Roma, la Fiorentina e la Juventus, prima di strappare un punto anche all’Inter. Ci siamo resi protagonisti di una rimonta incredibile, che la prima domenica di febbraio ha regalato ai tifosi bianconeri un pomeriggio digrande soddisfazione. Noi cercavamo ancora la vittoria numero uno fra le mura amiche, mentre loro non perdevano mai lontano dall’Olimpico. Era una giornata invernale, con il terreno bagnato dalla pioggia. Mancavano giocatori come Tomas Locatelli e Daniele Galloppa, ma l’arrivo di Houssine Kharja nel mercato di gennaio aveva moltiplicato le soluzioni in linea mediana. Peraltro era un ex romanista e quel giorno giocò particolarmente bene, risultando determinante per gli equilibri della partita. Nell’occasione del primo gol fu proprio lui a vincere il duello con Tonetto sull’out di destra e a mettere il pallone al centro; per anticipare Mario Frick, Ferrari respinse verso il limite dell’area; mi sono coordinatoe ho battuto al volo, incrociando sul palo alla sinistra del portiere. Il vantaggio iniziale ha spinto la Robur, che sulle ali dell’entusiasmo ha dominato la gara. I nostri tifosi si sono divertiti, perché abbiamo mandato al tappeto la Roma come se fosse l’ultimo degli avversari, quando invece era la migliore squadra del campionato: se non nelle individualità, certamente nel gioco. Dopo l’1 a 0 abbiamocolpito una traversa, al termine di una splendida azione corale; abbiamo avuto un’occasione in campo aperto e abbiamo accarezzato il palo, dopo un’altra discesa. Poi l’affondo di Paolo De Ceglie, che al termine della sua corsa è entrato in area e ha calciato verso il centro: autorete di Tonetto e meritatissimo doppio vantaggio. Nel secondo tempo abbiamo avuto altre occasioni, ormai padronidi campo. Da una palla recuperata a centrocampo è nato il terzo gol, segnato nel finale da Mario Frick sotto la curva Robur. Per lui un’esultanza da golfista, dopo che il pallone era finito in buca. C’è stato un boato, un’esplosione di gioia incontenibile; era il sigillo alla nostra partita perfetta. Al fischio finale il cieloera ancora grigio, ma sul nostro campionato cominciava a splendere il sole. La ricordo come una giornata fantastica, che un paio di mesi prima non avremmo potuto neanche immaginare. Avere in qualche modo segnato la gara con il punto dell’1 a 0 mi ha permesso di viverla ancora più intensamente. Ancora oggi ho un ricordo splendido di quel girone di ritorno, a cominciare dalla domenica in cui abbiamo affondato la nave giallorossa”. (da “Razza Robur Il Siena dalla polvere alle stelle”, T. Refini – N. Natili, 2010)

Mario Frick

“A Siena ho ritrovato la massima serie; l’avevo persaquattro anni prima, con la maglia dell’Hellas. Tornarein A è stato un grande piacere, dunque alla Robur sonoparticolarmente legato. Ho avuto un rapporto splendidocon i tifosi e in maglia bianconera ho vissuto trestagioni felici: abbiamo sempre raggiunto la salvezzae la seconda metà del campionato 2007-08 è stata addiritturafantastica. A febbraio disputammo la partitaperfetta, meritando i tre punti contro la Roma. Segnaila terza rete ma, al di là della soddisfazione personale,quel giorno abbiamo vinto di squadra. Un pomeriggiobellissimo, perché siamo stati eccellenti dal punto di vista tattico e abbiamo messoin campo grande intensità. I giallorossi mi portavano bene, visto che pochi mesidopo mi sono ripetuto decidendo la gara. Eravamo all’inizio di una nuova avventurae l’1 a 0 ci ha premiato. Ho segnato da una decina di metri, dopo un passaggio diMassimo Maccarone. Ho esultato da golfista, come già era accaduto contro i capitolini,ma nell’occasione siamo andati oltre: Luciano Dati aveva con sé la pallinae l’ha messa in buca dove sta la bandierina del calcio d’angolo; dopo il mio movimentol’ha estratta e abbiamo festeggiato. Al 3 a 0 del torneo precedente sono piùlegato, perché avevamo dominato anche dal punto di vista del gioco ed eravamoriusciti a far girare il vento di una stagione nata male, ma anche la vittoria dell’annosuccessivo si è rivelata importante. Sconfiggere le grandi è sempre motivo di orgoglioe l’atmosfera allo stadio è incredibile. Fin dal riscaldamento si respirava l’attesa,poi ricordo i colori sulle tribune e il rumore del tifo: un ambiente caldo, ideale perstimolare un calciatore. Per staccare la spina serve l’opposto; per questo amo il golfe continuo a praticarlo. Nei primi due anni a Siena giocavo con Alex Manninger,un altro appassionato. Mi sono divertito a festeggiare le mie reti mimando la miapassione. Con la Roma l’ho fatto per ben due volte nel 2008, ma con la Robur avevosegnato ai giallorossi anche nel 2006. Così scrissero che ero la loro bestia nera e lagente mi ha apprezzato anche per questo.” (da “Razza Robur Il Siena dalla polvere alle stelle”, T. Refini – N. Natili, 2010)

Fonte: Fedelissimo Online