Simone Tiribocchi: “Indimenticabile quella promozione”

Due stagioni non consecutive in bianconero, ovvero nel 2000/01 e nel 2002/03, con 26 reti in 74 apparizioni complessive. La seconda coincise oltretutto con lo storico approdo in Serie A e Simone Tiribocchi (nella foto), ex – attaccante e oggi allenatore, ne fu uno dei protagonisti principali. 

Che bilancio traccia dell’esperienza al Siena? 
«Ampiamente positivo, soprattutto se penso all’ ultimo anno. Partimmo con l’ obiettivo di salvarci, invece conquistammo la Serie A giocando un ottimo calcio. Rappresentò la svolta della mia carriera, avevo 25 anni e arrivai per la prima volta in doppia cifra in termini di gol». 
 

La promozione era nei piani societari? 
«Sicuramente la rosa era valida, con giocatori in rampa di lancio come Pinga e Taddei. La B dell’ epoca però era un torneo difficile, sulla carta c’erano squadre più forti di noi. L’ unico a crederci davvero sin dall’ inizio era il presidente De Luca. Qualcuno gli diede del pazzo, invece aveva intravisto prima di tutti le nostre potenzialità». 
 

Nell’ estate del 2003 però lei finì al Torino… 
«Mi sarebbe piaciuto restare, ma il mio cartellino apparteneva alla società granata che mi riportò alla base. La dirigenza bianconera provo a trattare, ma non ci fu niente da fare». 
 

Che idea si è fatto del cammino della Robur? 
«Sta disputando un ottimo torneo. Mignani è un amico, ci siamo incrociati anche ad Olbia. Credo sia l’ uomo giusto perchè conosce bene la piazza e questo rappresenta un vantaggio». Quale giocatore può fare la differenza? 
«Vedo un buon collettivo, ma Marotta è fuori categoria. Mi aspetto molto anche da Neglia». 
 

La promozione può arrivare già a maggio? 
«Difficile, ma non impossibile. Il Livorno non molla e negli altri gironi ci sono Pordenone e Catania che hanno qualcosa in più, anche se ai play-off può succedere di tutto. Credo però che l’obiettivo di questa stagione sia quello di porre le basi per arrivare in B nel 2018/19 da primi in classifica». 
 

E’ mai stato vicino ad un ritorno al Franchi? 
«Non ufficialmente, ma alcuni anni fa Ponte e Vergassola me lo proposero. Se non ricordo male era l’estate del 2014. Si trattò di poco più di una battuta che non ebbe seguito, anche perchè avevo già deciso di smettere di giocare». 
 

Tornerebbe da allenatore? 
«Mai dire mai. Michele sta facendo un ottimo lavoro, ma se un giorno dovesse presentarsi questa opportunità di sicuro la prenderei in considerazione». (Giovanni Fiorentino)

Fonte: La Nazione