Signorini: “La Robur affronta la partitella del giovedì come una finale”

Alessandro Signorini, mister della Berretti della Robur Siena, è stato ospite di Calcio Spettacolo, su Siena Tv. Queste le sue dichiarazioni:

Olbia – “Il Siena ha sempre cercato di giocare ed esprimere il proprio gioco, anche in casa. Domenica c’è stato anche il risultato”.

L’arma in più – “E’ un gruppo fantastico. Ho la fortuna di lavorare con Michele in settimana, ho fatto tutto il ritiro e già da subito si intravedeva che il gruppo era l’arma in più. La partitella del giovedì con la Berretti la affrontano come se fosse una finale e questi sono segnali importanti”.

Mignani – “La sua filosofia di lavoro è sempre la stessa. Già ad Olbia esprimeva un buon gioco ed è rimasto nei ricordi della tifoseria”.

Primato – “Le vittorie portano autostima, fiducia. È stata una grande rincorsa e il primo posto dà tanta forza e un po’ più di pressione a chi insegue”.

Giovanili – “Ho un rapporto costante con la società. Il mercoledì, giorno libero della Berretti, vado all’allenamento e c’è un confronto sulla partita della domenica. Poi il giovedì i ragazzi vengono direttamente osservati dai dirigenti durante la partitella”.

Berretti – “E’ un campionato zoppo, col Modena ci avevamo anche pareggiato e ci è stato tolto un punto. C’è molto equilibrato, l’Arezzo terzultimo può ancora ambire ai playoff. La Reggiana è la squadra più forte, investe molto nel settore giovanile. I nostri ragazzi hanno avuto un periodo di adattamento e sono cresciuti nel girone di ritorno”.

Campi di allenamenti – “Non è un problema, ai tempi della Serie A era lo stesso, ci muovevamo spesso e non è cambiato niente”.

Crisci, Miccoli, De Carolis, Florindi – “Con qualcuno di loro mi sento sempre, sono ragazzi di valore che stanno facendo bene nelle rispettive squadre. Si stanno mettendo in lustro”.

Romagnoli – “Ha l’esperienza dell’anno scorso, allenarsi con i grandi è molto importante. A Mirko mancava il minutaggio ed è stata giusta la decisione di mandarlo a Rimini”.

Cena ai Fedelissimi – “C’erano i 2001 dell’AC Siena, qualcuno l’ho ritrovato quest’anno. Era la consegna del Fedelissimo d’Oro. Quando me lo consegnarono per la prima volta, da giocatore, purtroppo non c’era grande feeling tra società e tifoseria, e la premiazione prima della gara non venne fatta. Fu consegnato a fine partita fuori dallo stadio. Allora dissi scherzando: questa premiazione va rifatta. E la fecero per davvero”.

Viareggio 2013 con Mignani in panchina – “In campionato non andò benissimo, ma a Viareggio trovammo le motivazioni giuste. Fummo eliminati dall’Anderlecht che poi stravinse la finale col Milan. Perdemmo 1-0 in una partita con condizioni proibitive, che non doveva essere giocata ma fu giocata per obblighi televisivi. C’era pure Lukaku in campo”.

Vice a Poggibonsi nel 2014/15 – “Riuscimmo a contrastare la corazzata Siena con la forza del gruppo. Quell’entusiasmo e quell’alchimia li rivedo nel Siena di oggi”.

Anni Novanta – “Era un calcio genuino, forse l’inizio di un nuovo ciclo. Meno procuratori, meno televisione, soldi non tantissimi, prestiti, salvezze raggiunte all’ultimo a parte il primo anno, che era il secondo di Perotti”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol