Siena-Varese, queste le parole di Coppola

Sempre riguardo a Siena-Varese ecco l’estratto dell’ordinanza con le parole di Ferdinando Coppola:

“COPPOLA Ferdinando afferma davanti alla Procura Federale l’11.7.2012 che una settimana prima di SIENA-VARESE venne avvicinato, in una zona situata tra il parcheggio ed il campo di allenamento di Colle Val D’Elsa da una persona che, durante un discorso di 3-4 minuti, gli chiese notizie su quella prossima partita , disorientandosi quando lui gli disse che non avrebbe giocato, che gli fece presente che il SIENA non aveva nulla da chiedere alla partita, in quanto già promossa. Quando capì che il discorso celava una possibile proposta illecita, lo liquidò alterato. E’ singolare che neghi di aver mai riferito a qualcuno l’episodio. Pertanto non ci si spiega come mai CAROBBIO abbia riferito una circostanza assai simile. Successivamente il COPPOLA si è aperto ad una più ampia collaborazione:

COPPOLA ha dichiarato al P.M. il 3.7.2013: “A.D.R.: non so nulla dei presunti contatti di GERVASONI con PESOLI del VARESE e di CAROBBIO con GERVASONI con riferimento ala presunta manipolazione della partita SIENA-VARESE. L’episodio dell’incontro che ho riferito in Procura Federale l’11.07.2012 può essere precisato come segue: attorno al mercoledì antecedente rispetto alla partita SIENA-VARESE l’allenatore dei portieri Marco SAVORANI mi disse che mi stava cercando SGANGA. In quel momento non sapevo neanche chi fosse e solo in seguito ho appreso che potrebbe trattarsi dell’Amministratore delegato del Siena. L’incontro è avvenuto nel parcheggio delle auto contiguo al campo di allenamento. Si tratta di una persona che forse non avevo neanche visto prima. Lo SGANGA esordì chiedendomi quali erano le intenzioni della squadra per la domenica successiva. In un primo tempo io ho ipotizzato che questa domanda fosse una specie di trappola per verificare se la partita con l’ASCOLI, persa dal SIENA per 3 a 2, si fosse svolta regolarmente. Pertanto reagì infastidito. Andando avanti nel discorso lo SGANGA mi disse che il Presidente aveva dei contatti con il mondo politico di Varese e che queste persone che conosceva volevano vedere vincere il Varese per poter chiudere in bellezza il campionato. Mi chiese pertanto di verificare l’eventuale disponibilità dei miei compagni di squadra nello spogliatoio. Io gli dissi che non avevo nessuna intenzione di fare questa verifica e che non ne volevo sapere niente anche in quanto ero squalificato. Lo SGANGA mi rappresentò che, qualora il problema che si frapponeva all’accettazione di questa proposta, fosse stato costituito dal premio che la squadra avrebbe guadagnato qualora fosse arrivata al primo posto, il Presidente avrebbe comunque garantito il medesimo, nel senso che lo avremmo percepito anche se non fossimo arrivati primi. Io entrai nello spogliatoio e mi cambiai senza accennare a nessuno della cosa. Una volta uscito dallo spogliatoio per iniziare l’allenamento, incontrai nuovamente lo SGANGA che mi chiese se io avessi parlato della proposta ai miei compagni di squadra. Io gli risposi che “come volevasi dimostrare” i miei compagni avevano rifiutato. Ribadisco che non avevo parlato con nessuno della cosa. A.D.R.: in seguito non mi è mai capitato che abbia riferito a qualcuno dell’episodio. Lei mi fa notare che le dichiarazioni di CAROBBIO descrivono un fatto che lui assume avere appreso da me, in presenza dei compagni, e che sostanzialmente identico a quello che ho raccontato io oggi. Preso atto di questa osservazione ribadisco di non avere mai raccontato a nessuno dell’episodio

Fonte: Fedelissimo Online