SIENA SFORTUNATO RAGGIUNTO NEL FINALE

E vabbé, amici senesi, andate a farvi benedire, chiedete l’intercessione di Santa Caterina. Pessimi segnali: quando non vinci partite del genere è chiaro che qualcuno, da qualche parte, ce l’ha con te e gufa. Ricapitolando: il Siena fallisce un rigore con Maccarone, colpisce una traversa con Codrea, indirizza più di venti tiri verso la porta di Polito eppure viene punito agli sgoccioli del match da un superbo sinistro di Vargas, il classico tiro che entra una volta su venti. Il Siena ha fatto e disfatto la partita, il Catania s’è preso un punto e ora il futuro di Mandorlini resta incerto e legato alla sfida col Parma. Per la successione corsa a tre: Beretta, Sonetti (che però è vicinissimo alla Reggina) e la «new entry» Malesani.
LA CHIAVE Determinante è stata la scarsa serenità del Siena. Ambiente surriscaldato. Gli ultrà locali si sono esibiti in cori contro l’allenatore: «Mandorlini pezzo di m…»; «Mandorlini non lo vogliamo »; «Siamo tutti maleducati » (con riferimento a questa dichiarazione del tecnico: «La gente va educata a capire i problemi della squadra»). Il Siena ha giocato con la mente zeppa di pensieri. Un disagio psicologico che ha condizionato parecchie giocate, in primis il rigore malamente calciato da Maccarone.
SIENA CONFUSO IN ATTACCO Sul piano tattico Mandorlini ha operato scelte condivisibili. Ha affidato le chiavi a Tomas Locatelli e gli ha detto: «Prova tu ad accendere ‘sto motore ingolfato». Il «Loca » ha preso possesso della trequarti e ha dato fondo al repertorio. Con uno slalom speciale ha costretto Stovini al fallo da rigore. Tanto genio per nulla, Polito ha ipnotizzato Maccarone che con i rigori ha diversi problemi, tanto che non si capisce perché continuino a farglieli tirare. La «mozzarella» di «Big Mac» ha gettato nello scoramento il Siena, che ha seguitato a ruminare un calcio d’attacco confuso, ma generoso. E allorché Codrea ha scosso la traversa con una «tega» da fuori, tutti i senesi hanno esclamato: «Perché c’abbiamo ‘sta sfiga addosso?». Così l’1-0 dell’appena entrato De Ceglie — un gran bel sinistro su tocco di Maccarone — èparso un atto di giustizia, ma la felicità è durata un amen, Vargas ha calciato parecchio bene, Eleftheropoulos è andato giù con lentezza e requiem per i tre punti.
CATANIA CINICO E PASSIVO Strano che una squadra di Silvio Baldini si renda protagonista di una interpretazione così passiva. Insolito atteggiamento, perché il Catania, rimasto a guardare per un’ora e un quarto, nel momento in cui si è ritrovato in svantaggio ci ha messo un attimo a prendere in mano il pallino del gioco e raddrizzare la serata. Qui si vuole dire che un Catania più convinto e operativo questa gara l’avrebbe vinta. Forse ha inciso la mancanza di un creativo come Mascara, fuori per un problema al piede. O forse è la strategia della lumaca: prima il punticino, poi si discute. (Sebastiano Vernazza)
Fonte: La Gazzetta dello Sport