La città nel ciclone mediatico, coinvolto anche il DG bianconero

Ancora una volta la nostra città si trova al centro di un’inchiesta, finendo nelle prime pagine nazionali. Un terremoto di cui si era già avuta qualche avvisaglia, un’indagine su cui da tempo sta lavorando la Guardia di Finanza e il Tribunale di Siena. Nel mirino l’ingegnere kazako Igor Bidilo, proprietario di molti locali in Piazza del Campo, a Firenze, Milano e Roma. Sono dodici gli avvisi di garanzia recapitati e cinque le misure interdittive, che vedono coinvolti personaggi noti e meno noti della nostra città, ma in qualche modo legati all’ingegnere kazako, dal presidente della Camera di Commercio di Siena e Arezzo, Massimo Guasconi, all’onorevole Salvatore Caiata, dal giudice della Corte dei Conti toscana, Vincenzo Del Corto a Cataldo Staffieri dirigente della società Sielna. Le accuse sono per corruzione, autoriciclaggio, reati tributari e societari. Partendo dal presupposto che un avviso di garanzia non corrisponde ad una sentenza, che ognuno dovrà e potrà dimostrare la propria estraneità ai fatti imputati, di questa nuova indagine che ancora una volta sbatte il nome della nostra città in prima pagina, ne avremmo fatto volentieri a meno. Su queste colonne non abbiamo mai parlato di politica, di cronaca giudiziaria o quant’altro, il nostro unico tema è sempre stato il Siena, o meglio la Robur, ma questa volta, dobbiamo fare un’eccezione, perché tra coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia c’è anche  Andrea Bellandi, già vice presidente di ACN Siena, ora direttore generale, nel recente passato anch’esso dirigente della Sielna, la società al centro delle indagini. Non condanniamo nessuno, non è nel nostro DNA, ma forse un suggerimento a Bellandi lo possiamo dare: visto il ruolo che attualmente ricopre nell’ACN Siena, non sarebbe il caso di fare un passo indietro? Sicuramente sarebbe apprezzato da tanti tifosi, forse non da tutti, ma dalla maggioranza.

Fonte: FOL – foto La Nazione