SIENA – MEZZOCORONA, LA ROBUR FA BENZINA

Dimaro (TN), 26 luglio 2009 – Ventiquattro ore dopo lo 0 a 0 con l’Aris Salonicco a Bolzano, la Robur cambia pelle e lancia il guanto di sfida all’ex Gabetta, che siede sulla panchina del Mezzocorona.
Teatro dell’amichevole è il campo di Dimaro, che al mattino ha ospitato il defaticante di chi è sceso in campo al “Druso” e la seduta prepartita degli altri bianconeri.
Avanti con il tridente: dopo Giannetti, Paolucci, Ghezzal, ecco Reginaldo, Calaiò, Maccarone. Un passo indietro Jarolim, Codrea e Jajalo. Davanti a Pegolo ci sono Capogrosso, Ficagna e Blanchard, con Garofalo che fa il pendolo sulla sinistra e disegna la difesa a tre o quattro, a seconda della situazione di gioco.
Palla bassa e un paio di tocchi in linea mediana: il verbo è chiaro; la messa in pratica non può che risentire delle gambe pesanti, ma il primo tempo lascia in dote un Siena comunque volenteroso, che allarga il gioco e cala un poker di goal: Calaiò, Maccarone su rigore, di nuovo Big Mac e ancora Calaiò.
Gli attaccanti si cercano e spesso si trovano, con Reginaldo che cerca di imitare i compagni di reparto senza trovare la via della rete. Se nel Mezzocorona si fa notare il giovane portiere Nodari, nel Siena fa bella mostra di sé Garofalo, che in Trentino sta ben figurando, in partita come in allenamento. Bene Jajalo: alla prima esperienza nel nostro calcio ha bisogno di tempo per entrare nei meccanismi, ma sembra avere fiches importanti da mettere sul tavolo verde. Conferme anche per Capogrosso, che cerca di sfruttare ogni occasione concessa al terzino destro da mister Giampaolo.
Il secono tempo aggiunge poco o niente alla partita, che si chiude con il punteggio maturato all’intervallo scemando di pari passo con le energie.
Obiettivo numero uno, come del resto a Bolzano, mettere minuti nelle gambe dei bianconeri: 45’ ciascuno alla prima uscita, 60’ contro la rappresentativa dei senza contratto e 90’ nel week end. Obiettivo raggiunto: la Robur sta facendo benzina, prima di iniziare una corsa lunga e con poche soste. (Tommaso Refìni)
Fonte: Fedelissimo Online