Due allenatori esperti, due caratteri forti, due idee di calcio diverse ma entrambe vincenti. Siena-Livorno è anche la sfida tra Lamberto Magrini e Paolo Indiani, tra i tecnici più decorati di tutta la quarta serie per palmares e capacità di incidere nelle squadre da loro guidate. Le carriere di entrambi sono costellate di successi sparsi per la Toscana, dove hanno segnato varie epoche e lasciato un’impronta in tutti i club in cui sono transitati, ottenendo promozioni e perfino doppie promozioni (con il Grosseto Magrini, con la Massese Indiani).
Le statistiche su gol fatti e subiti delle due squadre aiutano a tracciare a grandi linee i profili di ambedue le figure di riferimento di Siena e Livorno: se quello di Magrini è un calcio più improntato al pragmatismo, con una particolare attenzione alla fase difensiva e alla compattezza di squadra, Indiani predilige uno stile più spregiudicato e orientato all’attacco. Se il 4-3-1-2 è quasi un dogma nelle idee del tecnico di Magione, per Indiani è stato più naturale adattarsi ad una disposizione maggiormente conservativa negli anni al Pontedera per poi accantonare la difesa a tre e tornare a schierare esterni molto offensivi nelle vittorie con San Donato e Arezzo. Con un aspetto in comune: la capacità di costruire una mentalità vincente, grazie a delle grandi doti motivazionali determinanti nel forgiare un gruppo, tirando fuori il meglio da ciascun giocatore.
Risulta comunque difficile delineare il possibile andamento tattico della gara di domenica, una sfida che porta con sé tanta carica emotiva, delle forti motivazioni e che mette in palio una posta particolarmente elevata. Senza scadere nella retorica, stavolta più che mai saranno i dettagli a fare la differenza, dettagli che i due tecnici avranno analizzato con dovizia di particolari insieme ai rispettivi staff. Per affermare e ribadire la volontà di arrivare a tagliare il traguardo prima di tutti gli altri, ancora una volta. (J.F.)
Fonte: Fol
