Siena lento, serve il rock – di Tommaso Refini

 

 

L'antipasto della giornata, servito al vecchio Rastrello da Siena e Palermo, non passerà alla storia degli apericena calcistici. Un bitterino, due stuzzichini, quattro olive e un pugno di patatine rinseccolite; atmosfera da bar della stazione poco prima dell'ultimo treno, con luci soffuse, bancone sporco, un viandante trasandato seduto all'angolo e puzza di chiuso. 

Male male, considerando le aspettative della vigilia. Dopo la doccia fredda di Bergamo – terzo scivolone consecutivo per i bianconeri -, era lecito attendersi qualcosa di più: magari un happy hour alla milanese, con musica dal vivo, tanta bella gente e cocktail tropicali. Invece i padroni di casa e gli ospiti rosanero hanno fatto il possibile e anche oltre, per far pentire il pubblico di aver sacrificato un sabato di shopping in favore del Franchi.

Lo zero a zero finale racconta di un Siena che non ha mai tirato in porta e di un Palermo più nero che rosa, nonostante abbia rischiato anche di pescare il jolly sul finale, quando Pegolo ha timbrato il cartellino con la solita puntualità. 
La Robur ha trovato risposte ancora una volta positive dalla difesa, quasi sempre all'altezza della situazione, ha festeggiato il ritorno da protagonista di Bolzoni, ma dalla cintola in su non è pervenuta: zero trame di gioco, neppure un'occasione creata, un paio di tiri da lontano che hanno fatto il solletico al portiere palermitano. Poco, troppo poco, per fare propria una partita che valeva oro. 
Anche gli uomini di Gasperini – undici personaggi ancora in cerca di autore e di spartito, che ai limiti tecnici aggiungono la mancanza di un'identità di squadra marcata – hanno fatto poco o niente. Ma stava a quelli di Cosmi fare la partita, per vincere un prezioso scontro diretto e tornare a un passo dalle concorrenti.

Sarà la paura o sarà il peso di dover inseguire, che necessita di spalle larghe per essere sopportato. Saranno le tre domeniche fermi al palo, che hanno reso l'anticipo fra le due squadre fanalino di coda un confronto particolarmente delicato. Sarà quel che sarà, ma così non va. Perché il Siena continua la sua marcia alla velocità di crociera di un punto a partita: la proiezione al termine del campionato sarebbe di trentotto sul campo e per gli organizzatori; per la questura, appena trentadue. Inutile sottolineare che non sarebbero sufficienti per raggiungere la salvezza. 

Urge accelerata, sfruttando una fase difensiva all'altezza (Neto su tutti, con un discreto Paci e un solido Felipe, oltre alla garanzia Pegolo) e un centrocampo che ha interpreti di categoria (molto bene Bolzoni e comunque presente Vergassola; contro i rosanero, sottotono gli esterni), ma soprattutto migliorando esponenzialmente la fase offensiva.

Tutto ciò a partire dai singoli – con il Palermo Calaiò appena sufficiente, più per l'applicazione che per l'efficacia; Zè Eduardo nullo, addirittura irritante in certi movimenti e giochi adatti forse alla spiaggia, ma non al campo di calcio; Rosina fuori partita, con l'attenuante dei problemi fisici -, ma ancora di più dal gioco. Perché le vittorie della domenica si costruiscono estraendo il coniglio dal cilindro, ma le imprese lunghe una stagione necessitano di una preparazione eccellente delle partite e di trame all'altezza. Un gioco che, alla lunga, faccia capitolare la concorrenza; un gioco che permetta agli attaccanti di fallire un'occasione da gol, senza che resti l'unica di un'intera partita. Un gioco che permetta di valorizzare i propri punti di forza, limitando le debolezze, e che preveda variazioni sul tema a partita in corso. In questo il Siena e' stato poco convincente, così come hanno destato qualche perplessità il minutaggio risicato di un giocatore come Valiani, titolare in squadre migliori della Robur attuale, o la mancata conferma di un Reginaldo fresco di gol.

Comunque non c'è neppure il tempo di piangere sul latte versato: pochi giorni e sarà già ora di tornare in campo. Stadio Is Arenas, che significa sabbie. Quelle mobili della lotta salvezza saranno il pane quotidiano dei bianconeri per l'intera stagione, sperando che il Siena, prima o poi, abbia la forza di tirarsi fuori dalla melma.

Fonte: www.sienafree.it