Siena-Lazio, lo show di Pierpaoli

Nell’Italia di «chiappe d’oro», figurarsi se ci si scanda­lizza per un giocatore che resta a torso nudo nel bel mezzo del­la partita. Ma anche in quest’Ita­lia, un calciatore spogliato al centro dell’area dovrebbe esse­re risarcito. Quando Ghezzal al 19’ del primo tempo si ritrova senza maglia, dopo essere stato strattonato da Siviglia, ti aspet­ti il rigore, ma l’arbitro Pierpao­li fa proseguire. Non sarà il suo unico errore: 17 minuti più tar­di assegna al Siena una punizio­ne che non c’è ed espelle Musle­ra, ma stavolta interviene il guardalinee Galloni. Indietro tutta: Muslera in campo e palla alla Lazio. Nel segno di Pierpao­li, sfida tremebonda tra chi ha un allenatore nuovo (l’esor­diente Baroni) e un altro che traballa (Ballardini). Siena e La­zio hanno in comune molte co­se, oltre alla brutta classifica: non vincono dal 30 agosto e se­gnano poco. Finisce in parità e la striscia negativa si allunga, ma il punto è una «ribollita»: in­terrompe la serie di 3 sconfitte del Siena e di 2 della Lazio.
La chiave Il Siena accoglie il pa­reggio con la riflessione di Baro­ni: «Fa morale, è una base per ripartire». Non si conoscono i pensieri della Lazio: il silenzio stampa continua. No problem, si sopravvive anche al mutismo di Lotito e Ballardini. Qualche domanda va ugualmente rivol­ta. Che fine ha fatto Zarate? Per­ché l’esclusione di Rocchi dalla formazione di partenza? Possi­bile che in difesa nessuno possa dare il cambio a Siviglia? Che succede a Muslera? In attesa di risposte, la Lazio è vissuta sulla fantasia di Foggia, sulla concre­tezza di Baronio e sulla fre­schezza di Mauri. E i tre confe­zionano il vantaggio: pallone gestito da Baronio, apertura per Foggia, cross preciso e zuc­cata di Mauri. Tutto dopo 8 mi­nuti, ma la Lazio si ferma qui.
La reazione Il Siena, invece, ri­modellato da Baroni con il mo­dulo 4-2-3-1, rialza subito la te­sta.
Ekdal è bravo, Ghezzal vuo­le spaccare il mondo, Maccaro­ne ha orgoglio da vendere. Il li­cenziamento di Giampaolo è stato assorbito bene dalla squa­dra: c’è una grande voglia di ri­mettersi in marcia e di salvarsi. Non tutto è perfetto perché Re­ginaldo soffre da esterno a tut­to campo, ma il Siena è vivo e lotta. Il gol del pareggio è la lo­gica conseguenza di quanto sta accadendo. Siviglia soffre gli al­lunghi di Maccarone. Brocchi non ha il passo giusto per con­trastare Ghezzal. Morale: l’alge­rino lancia di testa Maccarone, che scappa verso l’area e infila il pallone tra le gambe di Musle­ra. Nella ripresa, il film non cambia. Il Siena colpisce il palo con Ghezzal. Zarate divora un’occasione da urlo. Reginal­do prova un paio di allunghi. Lotito, in tribuna, scuote la te­sta. Ma questa è la sua Lazio. Il presidente del Siena Stronati in­vece protesta: «Pazzesco, l’arbi­tro ci ha negato un rigore enor­me e ha fatto confusione nel­l’episodio dell’espulsione di Mu­slera. Perché ha cambiato idea?». (Stefano Boldrini)
Fonte: La Gazzetta dello sport