SIENA-LAZIO 1-1

SIENA (4-4-1-1): Curci, Terzi, Ficagna, Brandao, Del Grosso; Reginaldo (dal 28′ st Jarolim), Ekdal (dal 35′ st Calaiò), Codrea, Ghezzal; Jajalo (dal 44′ st Larrondo), Maccarone. All. Baroni
A disp.:Pegolo, Rosi, Rossi, Jarolim, Genevier, Calaiò, Larrondo
LAZIO (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Radu, Kolarov; Brocchi, Baronio, Mauri; Foggia, Zarate, Cruz (dal 24′ st Rocchi). All. Ballardini
A disp.: Bizzarri, Eliseu, Rocchi, Makinwa, Crobari, Diakité, Perpetuini
ARBITRO:Pierpaoli di Firenze (Marzaloni-Galloni/Rizzoli)
AMMONITI: 18′ pt Baronio (L), 46′ st Ficagna (S)
ESPULSI: nessuno
MARCATORI
: 8′ pt Mauri (L), 32′ st Maccarone (S)
ANGOLI: 5-6
SPETTATORI: 10.160 (Ospiti 1.000)
Non ha fatto lo scherzetto alla Lazio, come in quel lontano 29 aprile 1990, quando segnò con la maglia del Napoli il gol vittoria. Della partita e dello Scudetto. Dovrà accontentarsi del dolcetto, Marco Baroni, che all’esordio su una panchina di serie A, deve rimandare l’appuntamento con una bella torta. Panna e cioccolato: mai un episodio favorevole, decisioni arbitrali da brividi, da notte di Halloween, che rasentano il ridicolo (uno strep tease in campo non s’era mai visto). Una squadra che, con tutti i limiti del caso (momenti di black out, passaggi sbagliati, errori fatali, davanti e dietro) ha messo in campo quello spirito che può aiutare anche a rimontare uno svantaggio. Il lavoro è ancora lungo, ma se non ci sarà stato un elettroshock, una scossettina sì, al “Franchi” s’è vista. E da quella, allora i bianconeri dovranno ripartire. 
Quando lo speaker legge le formazioni il Siena è quello annunciato, il 4-4-1-1 con Jajalo a ridosso di Maccarone. Ballardini tiene in panchina Rocchi, preferendogli Foggia.
Il Siena parte con quella determinazione e quella intensità tanto invocate in questo inizio di campionato. Già al 3′ Jajalo si fa vedere in avanti, la sua conclusione viene deviata in angolo. Al 5′ inzia il produttivo dialogo Maccarone-Ghezzal: il cross del numero 32 viene ribattuto. La Robur fa la partita: al 6′ Reginaldo lancia lungo in area per il franco algerino. Niente da fare. Reginaldo a destra, Ghezzal a sinistra creano molta difficoltà ai dirimpettai capitolini.
I bianconeri lottano su ogni palla, Codrea ne recupera una per Maccarone al 7′ senza che il cross di Big Mac trovi un compagno, ne recupera un’altra Del Grosso, che vola però sul fondo. Calcio impietoso: nell’unica azione della Lazio, i biancocelesti passano in vantaggio: Brandao va a vuoto su Foggia, che crossa, Mauri solo solo a tu per tu con Curci, di testa insacca. La doccia, per i bianconeri, è fredda, parecchio: tanti i passaggi sbagliati, le incomprensioni, la Lazio ne approfitta, ne approfitta soprattutto un indemoniato Foggia: all’ 11′ si mangia Del Grosso e Codrea, mette in mezzo, ma si alza la bandierina. Al 21′ Siviglia spoglia, sì spoglia proprio, Ghezzal in area: il franco algerino rimane a dorso nudo, Pierpaoli non lo vede. Quando se ne accorge non prende alcuna decisione: incredibile al “Franchi”. Al 25′ anche Mauri viene fermato dal fuorigioco. La Robur non riesce a costruire, in una partita in cui è calato vertiginosamente il ritmo iniziale. Non può essere che Big Mac a prendere per mano la squadra: al 32′ riceve palla da Ghezzal, si libera da Siviglia (che prova anche lui a spogliarlo) arriva sulla linea di fondo e invece di crossare tira un diagonale millimetrico che si infila nell’angolino basso alla sinistra di Muslera. Il Siena tenta il sorpasso con Codrea: il suo tiro potente dalla distanza è fuori di poco. Al 35′ Big Mac carica il tiro, il portiere laziale blocca a terra. Rinfrancata dal gol, la Robur ci crede: al 37′ Maccarone approfitta del liscio di Siviglia, vola verso la porta, Muslera lo atterra (molto dubbio il fallo). L’arbitro espelle il portiere, ma su indicazione del guardalinee Galloni torna sulle propria decisione. Al 40′ Zarate cade per una trattenuta in area, ma l’arbitro non ravvede interventi fallosi. Al 43′ la Lazio guadagna una punizione dai 25 metri, Kolarov tira, la palla va sulla barriera. A tempo scaduto il colpo di testa di Cruz viene annullato dal fuorigioco.
Il tè caldo degli spogliatoi, fa bene a Reginaldo: Pierpaoli dà il via e il brasiliano mette alle strette Muslera. Al 5′ tira dalla distanza, con il portiere costretto a mettere in angolo, successivamente riceve da Maccarone ma Siviglia devia. Al 7′ tocca a Mauri deviare in corner la conclusione potente del numero 7. Al 9′ Ekdal, con eleganza, salta tre avversari e passa a Jajalo. Il croato getta al vento, in curva, l’invito del compagno. Il Siena, con tutti i suoi problemi, è però determinato: il “Franchi” alza la voce per incitare i bianconeri. Al 14′ una deviazione di sul tiro di Cruz, scaccia via l’incubo di una ripresa-copia del primo tempo. Bellissima, sfortunata la conclusione di Big Mac al quarto d’ora. Da solo (troppo spesso solo), aspetta un compagno per il cross, non arriva nessuno, guarda la porta e tira. La cannonata è fuori di pochissimo. Al 24′ Foggia crossa, Zarate non riesce ad arpionare la sfera. La Robur vede la vittoria a un passo, quando Ghezzal al 31′, centra il palo. Ma vede anche la sconfitta a un centoventi secondi dopo: un superCurci interviene in maniera miracolosa su Zarate. Al 42′ è alta sulla traversa la punizione di Del Grosso. Nei minuti finali le due squadre sono stanche e prevale forse, l’idea che è un punto è meglio di niente. Da annotare l’esordio di Larrondo (che Baroni ha allenato la scorsa stagione in Primavera). Bello il saluto, ricambiato, della squadra a fine partita. Può servire anche un dolcetto, a volte, a rendere la bocca meno amara. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo online