Davanti alla terza sconfitta consecutiva casalinga e ad una prestazione opaca, senza idee e senza nerbo, sarebbe pericoloso buttare la polvere sotto il tappeto e fare finta di niente. Che il momento sia di grossa difficoltà è sotto gli occhi di tutti e a rafforzare il concetto sono le dichiarazioni post-partita di Cavallari e del tecnico Magrini. Dalle loro parole emerge una scontata presa d’atto della situazione, una sorta di rassegnazione che non può passare inosservata, ma che deve essere affrontata in qualche modo, sia da parte della squadra che del tecnico. Se i sogni di gloria, per quest’anno, sono stati accantonati, non possiamo certamente cadere negli incubi, non è più accettabile andare allo stadio con la paura, poi diventata certezza, di perdere con l’ultima in classifica.
Un ruolo importante in questo momento lo deve recitare la società, la proprietà svedese che sicuramente sta lavorando per il Siena futuro, ma che non può chiudere gli occhi davanti all’attuale situazione. Il modello di calcio che hanno nel loro DNA è molto interessante, sicuramente diverso da tanti altri e il tempo dirà se sarà vincente, ma i tempi di adattamento del loro progetto alla realtà italiana e in particolare senese, devono essere più rapidi e incisivi. Nessuno chiede la luna, ma una squadra di calcio vive anche dei risultati e quando questi vengono a mancare la logica dice che qualche intervento deve essere messo in atto. E chi lo può fare se non il proprietario? Non sappiamo quale potrebbe essere la ricetta vincente questo è un compito che spetta alla società, ma come tifosi abbiamo il dovere di stimolarla e chiedere una maggiore presenza, in tutti i sensi, soprattutto quando tutto sembra complicarsi giorno dopo giorno. (Nicnat)
Fonte: FOL
