Siena ha il fedelissimo per la A: Rosina

Mai una volta che dal campo abbia tradito la dichiarata volontà di rimanere a Siena. Mai una volta che Alessandro Rosina abbia giocato risparmiandosi, con il pensiero rivolto a un'altra maglia. L'ultima dimostrazione la prodezza con cui ha annientato il Novara: una serpentina tra gli avversari e tiro dal limite all'angolino. «Un bel gol sì – ha sorriso -. Ne ho fatti tanti di pregevole fattura, anche ai tempi di Torino, ma questo rappresenta un po il mio marchio di fabbrica, la capacità di accelerare e dribblare negli ultimi 20 metri».

RIECCO ROSINALDO – Lo chiamavano Rosinaldo, quando vestiva granata, per le movenze sudamericane. Poi il freddo della Russia, quelle movenze, le aveva congelate. A sciogliere il ghiaccio il calore di Siena. Sotto la Torre del Mangia il fantasista ha ritrovato equilibrio e tranquillità. Insieme alla sua famiglia. «E' bello andare ogni giorno al campo col sorriso – ha sempre detto -. In bianconero sto bene e non sento l'esigenza di andarmene». Eppure quella chiamata irrinunciabile da un momento all'altro la Robur la temeva. Memore delle partenze per esigenze di bilancio di Paolucci e Giannetti. Eppure in quel «Ciao ci vediamo domani» detto ai compagni nel pomeriggio del 31 gennaio, qualcuno ha letto l'ennesimo addio.

SCELTE DI VITA – Invece no, Rosina alle parole ha fatto seguire i fatti. «Ognuno nella vita fa le proprie scelte ha commentato il bianconero -, anche se la cessione di Niccolò è stata dettata più che altro dalla necessità di fare cassa. Auguro a entrambi una carriera felice e li ringrazio per quello che hanno dato per il Siena». Al terremoto lui ha resistito. «Questo mercato l'ho vissuto con estrema serenità in accordo con la -società sapevo che sarei rimasto, non è certo nel mio stile cambiare tanto per farlo. A spingermi la stima che sento da parte dei compagni e dell'ambiente, la voglia di conquistare con la Robur una posizione play off. Siamo lì, dobbiamo continuare a soffrire per rimanere agganciati al treno».

LA SCALATA – Anche con un'arma micidiale come Alessandro Rosina, per il Siena la rincorsa verso i piani alti è più una scalata in alta montagna che una passeggiata. I 7 punti di penalizzazione stanno negando ai bianconeri la gioia della 3a posizione e i problemi societari sono sempre lì. Eppure la squadra sembra non accorgersene. «Nonostante tutto – ha ammesso Rosina, grazie al nostro grande affiatamento riusciamo a estraniarci e a centrare risultati importanti. Come quello di sabato scorso, un'altra prova di grande sacrificio da parte di tutti. Nessuno può risparmiarsi». Non certo Rosina. «D'altra parte quello che ci è stato tolto non ce lo ridà nessuno, sappiamo di dover combattere. La sfida, alla fine, è ancora più bella».

Fonte: Corriere dello sport