SIENA-GROSSETO, TRA PASSATO E PRESENTE di Alessandro Pagliai

Sono tante le sfide epiche tra Siena e Grosseto ma, per l’occasione, siamo tornati con la memoria al 20 gennaio 1980. E’ la 16esima giornata del campionato di serie C2 (girone A) e al Rastrello la Robur, allenata da Idilio Cei, supera i rivali con un punteggio all’inglese.
SIENA: Orsi, Scotto, Tosoni; Doveri, Fei, De Rossi; Giorli (75’ Bettelli), Tognarelli, Mannarelli; Sala, Pazzaglia.
GROSSETO: Bistazzoni, Salvori, Rosi; Ciolli, Lazzeri, Ciavattini; Andreis, Marini (66’ Geni), Bologna; Russo, Giannoni.
ARBITRO: Balsamo di Paola
RETI: 44 e 77’ Pazzaglia
Vittoria ottenuta grazie ad un grande bomber, anche se in quella stagione il miglior cannoniere sarà Emiliano Macchi con sette gol. Il campionato terminerà con il 5° posto dei bianconeri, a quota 38 in classifica e lontani 8 punti dal Prato, dominatore del torneo.

In questo momento l’unico sogno che abbiamo è la SALVEZZA e il passaggio del turno in coppa Italia interessa relativamente. Ma quando l’avversario si chiama Grosseto, perdere non piace a nessuno, nemmeno se fosse una gara amichevole.
Mister Gustinetti deve rinunciare a quattro giocatori impegnati con le varie rappresentative: Conteh, D’Alessandro, Crescenzi e Valeri. Qualche altro potrebbe riposare, anche se la gara di campionato con l’Albinoleffe è stata rinviata all’ 8 dicembre.
Il Grosseto è una formazione che ama fare la partita, gioca a viso aperto, concede spazi agli avversari ma, soprattutto, prende molti gol (in serie B peggior difesa nelle gare casalinghe) e in trasferta ha vinto soltanto a Sassuolo (3-2). Due sole volte ha mantenuto la porta inviolata.
In alcune partite di campionato i maremmani hanno palesato troppa dipendenza da Pinilla e Consonni. Quest’ultimo, recuperato dopo una botta alla testa contro il Vicenza, è centrocampista importante, forse fondamentale, nello scacchiere di Gustinetti. Il cileno si sta ritrovando a Grosseto dopo un periodo buio ed è genio e sregolatezza della squadra.
Contro la Robur i biancorossi potrebbero presentarsi in campo con un elastico 4-3-3: Acerbis in porta; difesa con Vitofrancesco (o Turati) a destra, Melucci e Freddi centrali, Federici a sinistra (ma finora il fluidificante titolare è stato Mora). A centrocampo Vitiello, Consonni e Carobbio. In attacco tridente esotico con Job, Pinilla e Joelson. (Alessandro Pagliai)

Fonte: Fedelissimo Online