Siena, Cosmi: “Salvo il Siena poi voglio allenare una big”

Non gli piace essere raffigurato solo come motivatore, perché dalla sua ha anche capacità e conoscenze tattiche: Serse Cosmi è questo, ma soprattutto molto altro, considerando la personalità e la verve dell'allenatore del Siena, il quale durante l'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha rivelato di voler allenare una grande squadra in futuro.

Cosmi, Siena è la sua tappa numero 10 tra i professionisti. Si sente sempre un fantasista o è diventato più riflessivo?
«L’incoscienza fa ancora parte di me, ma non è più una componente esasperata. Questa è la fase della maturità: l’esperienza mi ha portato a vivere tutto con maggior attenzione, ora mi sento più forte».

A rafforzare il suo spirito ha per caso contribuito anche Zamparini, il presidente del Palermo che la esonerò dopo appena quattro partite?
«Non c’è stato posto dove sia stato sottovalutato e non considerato come Palermo. Sarei ipocrita se dicessi che quella storia l’ho liquidata. Zamparini fu comunque coerente: la squadra e l’ambiente erano ancora troppo legati a Delio Rossi, e senza l’aiuto di tutti è impossibile. Sono stato una parentesi: Pioli e Sannino hanno resistito ancora meno, pensavo di aver battuto un record, invece nemmeno quello».

Da lì Lecce e ora Siena, sceglie sempre situazioni difficili dove per prima cosa va allenato lo spirito.
«Rieccoci con la storia del motivatore. Descrivermi solo così è esagerato. Ho anche saputo esprimere bel gioco. Vorrei essere ricordato anche per le intuizioni che ho avuto. Qui si lotta per la salvezza e io metto in campo Rosina, Ze Eduardo, Calaiò, Angelo e Del Grosso, tutti votati all’attacco».

Restiamo all’ultima scalata da organizzare: partiva da -6, è a +2, si darà un bel 10 se?
«Alleno un gruppo eccezionale, merita un premio per valore tecnico e umano. E io vorrei riuscire nell’impresa di Mazzarri con la Reggina e Colantuono a Bergamo: salvarsi partendo da sottozero».

Uno dei due (Mazzarri) è poi arrivato a giocarsi lo scudetto. Lei pensa mai alla panca di una big?
«Ci spero, la mia voglia è quella. Sia chiaro, ho altri 2 anni di contratto e qui sto benissimo, ma vorrei avere un giorno la soddisfazione di allenare una squadra di alto livello. Per capire anch’io se sarei in grado».

In ordine sparso, in queste settimane, ha dichiarato: «Siena non è Disneyland» (in riferimento agli errori arbitrali); «Di Carrera conosco solo le Porsche» (dopo Siena-Juve); «Sono contrario alla beatificazione di Klose» (confessò il tocco di mano sul gol in Napoli-Lazio); «la statistica è la materia ideale per chi non ha mai battuto un angolo in vita sua»; ridirebbe tutto?
«Sarei ancora più netto. Dagli arbitri vogliamo essere trattati nello stesso modo degli altri. C’è la sensazione che a Siena tutto sia permesso: qui c’è minor attenzione mediatica rispetto a tutte le altre piazze, ma siamo ugualmente seri».

Che rapporto ha con il suo V. Presidente, Valentina Mezzaroma?
«Ottimo, è una donna di straordinario carattere, perfetta nel suo ruolo. Si è messa in discussione frequentando il corso  per d.s. Se si è mai espressa sulla formazione? E’ troppo intelligente per farlo. Ci vorrebbero più donne così nel calcio».

Le piace anche il tatuaggio del leone che la Mezzaroma ha tatuato sul braccio?
«Non giudico dai pizzetti, dai cappellini, dai tatuaggi, o dalle camicie. Magari dall’interno di qualche colletto si, non sono sempre puliti come può sembrare da fuori».

Fonte: calcionews24.it