Siena, con Chievo fuori la cattiveria.

Primo turno infrasettimanale della stagione e secondo scontro diretto, stavolta in casa, per il Siena. E, soprattutto, sfida che la Robur deve cercare di fare sua. Servono punti per il morale, per la classifica ed anche per sopire gli entusiasmi del Chievo Verona, diretta concorrente che “rischia” altrimenti di prendere il volo. E’ una gara, quella di questa sera, con tante motivazioni, quelle che i bianconeri dovranno gettare sul campo fin dai primi minuti. I clivensi sono storicamente un avversario difficile per la Robur, Pellissier uno che i gol continua a farli. Qui Siena Impegni ravvicinati condizione generale: Giampaolo prepara qualche novità. In difesa potrebbe essere scoccata l’ora di Rosi a destra e Rossi a sinistra. L’ex livornese deve completare il il rodaggio fisico e tecnico per poter esordire nei meccanismi difensivi del tecnico di Bellinzona, ma la gara con il Chievo di oggi potrebbe essere quella giusta; Rossi è un elemento che conosce gli schemi e può rappresentare una buona alternativa a Del Grosso. Il quale, peraltro, ha sempre giocato. Per il resto dovrebbe esserci il ritorno fra i titolari di Ghezzal dietro alla coppia formata da Calaiò e Maccarone, mentre le chiavi della metà campo saranno affidate a Codrea, al rientro dopo la squalifica. Insomma qualche modifica all’impianto di base che abbiamo visto fin qui, ma senza sconvolgimenti tecnico-tattici. Ieri pomeriggio, nella seduta a Castellina Scalo, Marco Giampaolo ha insistito molto sui calci da fermo, ma, al di là di quelle situazioni che rappresentano quasi la metà delle realizzazioni in serie A, ci vorrà un Siena diverso da quello visto a Genova. Qui Chievo Di Carlo ha modificato poco rispetto alla scorsa stagione ed anche in queste prime giornate di campionato si è visto un Chievo molto simile a quello della stagione passata. 4-3-1-2 con Pinzi centrocampista aggiunto, Pellissier e Bogdani in avanti supportati da una metà campo solida e veloce. In difesa sta facendo benissimo Yepes. (Alessandro Lorenzini)
Fonte: Il Corriere di Siena